Placenta previa

Placenta previa e parto difficile: io e mia figlia siamo state fortunate

Di mammenellarete
gravidanza

13 Gennaio 2017
Ho vissuto una gravidanza difficile a causa di un distacco per la placenta previa. Per fortuna mia figlia è nata sana e il parto è andato bene. Ma la mia esperienza è stata davvero brutta: i medici ci hanno detto che siamo state fortunate, se avessi avuto il distacco a casa, mia figlia non ce l'avrebbe fatta e, molto probabilmente, nemmeno io. È stato bruttissimo non averla con me, non poterla stringere o allattare da subito, una vera sofferenza. Dopo 10 giorni finalmente, eravamo tutti e tre a casa insieme felici.

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Tra una nausea e l'altra, i primi mesi della mia gravidanza furono bellissimi. Arrivò presto il momento della morfologica e, oltre a fare ancora più felice il mio compagno dicendoci che avremmo avuto una bimba, ci dissero anche che la placenta era bassa... ma non approfondimmo il discorso.

 

Un paio di settimane dopo partimmo per una vacanza e, la mattina del rientro, andai in bagno per prepararmi e vidi sangue nel water. Fu panico. Fortunatamente avevamo con noi l'angel sound così potemmo sentire il cuore della nostra piccolina battere e la ginecologa al telefono ci disse di procurarci il progesterone.

 

Rientrammo in Italia e andai direttamente all'ospedale, dove mi dissero che c'era stato un piccolo distacchino per la placenta previa, ma che era tutto ok. Da li cambiò tutto: dopo poche settimane un altro sanguinamento, di nuovo fu panico totale; andammo di corsa all'ospedale dove fui ricoverata.

 

Mi fecero iniezioni di Bentelan per aiutare la maturità polmonare della mia piccolina e flebo di Miolene, avevo veramente tanta paura, ero di appena 26 settimane e il pensiero che sarebbe potuta nascere così presto mi distruggeva. Grazie al cielo così non fu e dopo qualche giorno fui rimandata a casa. La prescrizione era riposo, astensione dai rapporti e progesterone, mi dissero che inoltre che forse la placenta sarebbe potuta risalire un pochino ma non lo fece. (Leggi la storia di un bimbo nato a 26 settimane)

 

Dopo una settimana accadde di nuovo, e così, ancora una volta ospedale, flebo e monitoraggi. Quando mi dimisero mi dissero di stare completamente a riposo, solo letto, non alzarmi se non per andare in bagno ma, purtroppo, non servì a nulla perché vi furono altri episodi, altri ricoveri, ormai era più il tempo che stavo in ospedale che a casa e la paura era sempre lì.

 

A volte iniziavano le contrazioni e sembrava dovessero procedere con il parto cesareo, poi invece la situazione si stabilizzava. Siamo andati avanti così 2 mesi. Durante l'ultimo ricovero, in ospedale, girava una gastroenterite, stavano male medici, ostetriche e alla fine me la presi anche io. Per giorni ho avuto dolori e dissenteria, non mi davano medicinali perché ero incinta.

 

La mattina del 28 ottobre 2014 la ginecologa di turno decise di dimettermi (nonostante le contrazioni provocate dal mal di pancia) e mi mandò a fare la solita ecografia di controllo ma la dottoressa che che avrebbe dovuto visitarmi fu chiamata dal pronto soccorso perché suo marito aveva avuto un incidente. Aspettai un'ora sulla sedia a rotelle fuori da sola ma, visto il "problemino" che avevo, tornai piano piano a piedi in camera e lì trovai io mio compagno che non sapeva nemmeno dove fossi.

 

Scendemmo di nuovo al piano dove dovevano farmi l'ecografia, mi sedetti sul lettino quando mi sentii tutta bagnata. Avvertii subito la dottoressa (specializzanda) che mi disse che erano le mie solite perdite e volle continuare, poco dopo la fermai dicendole che mi sentivo troppo, troppo bagnata. Finché lei e il mio compagno videro il sangue scendere dai lati del lettino.

 

In quel momento tornò la dottoressa dal pronto soccorso e, senza nemmeno avvicinarsi, si lanciò sul telefono per chiamare la sala operatoria. In pochi minuti portarono il mio letto, ero circondata da medici, infermieri e ostetriche. Ero terrorizzata.

 

Mi portarono di corsa come nei film in sala operatoria, la cosa terribile era vedere i medici spaventati, ve ne erano tantissimi. In pochi minuti nacque la mia bambina. Vidi portare via un fagotto verde e pensai che non ce l'aveva fatta, invece dopo poco sentii finalmente il vagito.

 

Me la fecero vedere qualche secondo, dicendo che dovevano visitarla e che me la avrebbero portata in camera più tardi. Ci misero un po' a finire l'intervento, stavo quasi collassando ma, fortunatamente, andò tutto bene. La mia piccolina la vidi il giorno dopo in TIN, terapia intensiva neonatale. Era nata di 34+2 e pesava 2790. Il primo giorno ebbe qualche difficoltà respiratoria, poi problemi di ittero, nulla di più.

 

I medici ci hanno detto che siamo state fortunate, se avessi avuto il distacco a casa, mia figlia non ce l'avrebbe fatta e, molto probabilmente, nemmeno io.

 

È stato bruttissimo non averla con me, non poterla stringere o allattare da subito, una vera sofferenza. L'ospedale mi permetteva di vederla un'ora la mattina e una la sera. Quando passò in neonatologia (la prassi prevedeva 3 giorni di osservazione prima di essere dimessa) finalmente ebbi più tempo per stare con lei.

 

Dopo 10 giorni finalmente, eravamo tutti a casa insieme.

 

di Viviana 

 

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