Il mio parto cesareo

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il 18 Luglio 2013, di Anita Cipolla

Mai e poi mai avrei pensato di partorire con taglio cesareo, la mia gravidanza era stata perfetta, senza problemi particolari e la mia bimba era nella posizione ideale per un parto naturale e io, essendo giovane e sana, avevo tutti i presupposti per un fare un parto assolutamente naturale.
Ricordo che snobbavo persino l’idea dell’epidurale, pensavo di volercela fare da sola, sono sempre stata molto resistente al dolore, Optavo per il parto in acqua ed ero sicura che come ce l’hanno fatta tutte ce l’avrei fatta anche io a partorire naturalmente.

Quando finalmente arrivò il giorno in cui la mia piccola aveva deciso di nascere e mi ritrovai in sala travaglio nell’ospedale che io avevo scelto (e lo avevo scelto bene per fortuna) ero emozionatissima: finalmente avrei partorito e stretto fra le braccia la mia piccola.

Certo i dolori si facevano sentire ma io sapevo che valeva la pena sopportarli. Appena arrivata in ospedale avevo già le contrazioni ogni 5 minuti, erano molto forti. Iniziai a piangere dal dolore ma nonostante le lacrime scendessero senza poterle fermare, io ero felice ed entusiasta. Tranquillizzai l’ostetrica preoccupata dicendole che andava tutto bene, piangere era il mio modo di resistere al dolore. Io intanto ero decisa a sopportare perché di lì a poco avrei finalmente visto la mia bambina!!

Presto il travaglio diventò davvero difficile da sopportare, ma io ero decisa a farcela. Mio marito mi accarezzava la testa e ogni tanto si girava e gli scendeva una lacrima: non voleva farmi vedere che soffriva a vedermi sopportare tutto quel dolore. Dopo 7 ore e mezza di travaglio però qualcosa non quadrava, io avevo le contrazioni troppo forti per essere dilatata solo tre cm, troppo ravvicinate, le ostetriche guardando la macchina che misura le contrazioni dicevano che erano troppo violente, e la bambina era ferma, non si muoveva. Chiamarono diversi medici, uno dopo l’altro per cercare pareri sul da farsi. Io intanto urlavo come una matta, ma con la mente ero lucida e capivo tutto quello che mi dicevano, mi spiegavano che la bambina non si muoveva, che non riuscivano a vedere il collo con l’ecografia e neanche visitandomi, che loro all’unanimità avrebbero optato per un cesareo ma solo se io fossi stata d’accordo, che avrei dovuto scegliere.

Certo non impazzivo di gioia all’idea di essere aperta come un tacchino, ma quando sentii l’anestesista dire che era meglio farlo ora che il battito reggeva anziché rischiare di doverlo fare più tardi con urgenza… lì non mi sentii di voler rischiare, mia figlia era più importante di qualunque cosa, non volevo in alcun modo che potesse correre rischi. Perciò dissi che sì, ero d’accordo a fare il cesareo.

In fretta mi prepararono, con molta fatica perché le contrazioni erano molto forti e non potevo collaborare in alcun modo per i dolori fortissimi. Fecero uscire mio marito e riuscirono in qualche modo a farmi l’anestesia nonostante io non riuscissi a stare ferma. Ricordo che erano calmi, pazienti e incoraggianti, sapevano che il dolore era forte e che facevo del mio meglio. Conserverò sempre un bellissimo ricordo della loro professionalità.

Subito dopo l’anestesia, il dolore scomparve tutto a un tratto, mi sembrava inverosimile non sentire più nulla, dopo così tante ore, solo l’idea del taglio mi preoccupava un po’.

Appena iniziarono l’intervento un’ostetrica si mise a fianco a me per spiegarmi tutto quello che stavano facendo, che avrei sentito una leggera sensazione di vuoto perché stavano già per tirare fuori la mia bimba, e che prima di appoggiarla su di me le avrebbe fatto dei brevi test di routine. Era molto gentile, ricordo.

Poi sorridendo mi disse che stavano per tirarla fuori... era finalmente arrivato il momento che aspettavo da tanto... in fondo da sempre, ho sempre desiderato una figlia in tutta la mia vita.

Improvvisamente eccola: sentii piangere, fu  l'emozione più favolosa della mia vita, e io scoppiai in lacrime. "E' femmina ed è perfetta", disse a voce alta una delle dottoresse che avevano effettuato il cesareo. L'ostetrica la avvolse subito con un telo verde sterile e me la avvicinò per farmela vedere, era piccolissima, con il visino dolcissimo, mi ha guardata ad occhi semi chiusi come quando guardi una cosa interessante ma c'è troppa luce. Era leggermente sporca di vernice caseosa bianca e qualche macchietta piccola di sangue, non piangeva più. Era tranquilla. L'ostetrica la portò via in un altra stanza ma solo per 5 minuti per effettuare i test di routine, me la riportò subito e me la appoggiò sul petto dicendomi sorridente: "Signora, assomiglia a lei!!!"

Lei ora mi guardava stupita, con gli occhi spalancati e la boccuccia aperta e mi scrutava letteralmente e io non riuscivo a fare altro che dire: "Amore di mamma come sei bella..."

Sentivo il cuore che mi scoppiava d'amore per lei, la felicità alle stelle, avevo appoggiata a me la cosa più meravigliosa del mondo... mia figlia!!! Ricordo che le accarezzavo le guance e le dicevo: "Ti voglio bene amore di mamma".

Ero felice come non lo sono mai stata, vedere la mia piccola era un sogno diventato realtà. Il ricordo del travaglio scomparve e scomparvero anche tutte le preoccupazioni e i dubbi su cosa mi aspettasse dopo il cesareo. L’unica cosa che contava ora, era lei, mia figlia!

Non dimenticherò mai che l’anestesista appena effettuarono il taglio esclamò stupito che aveva più di tre giri di cordone intorno al collo e che in quella condizione non sarebbe mai potuta uscire in maniera naturale, sono felice di aver scelto il cesareo e di non aver fatto correre rischi inutili alla mia bambina, l’importante è che stiamo bene e che siamo tornate a casa sane e salve. Il parto naturale certo è da preferire ma in casi di rischio il cesareo serve!! Eccome se serve!

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18 Luglio 2013
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