Le infezioni vaginali in gravidanza

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il 29 Aprile 2011, di mammenellarete

Durante la gravidanza si può riscontrare un consistente aumento delle perdite vaginali, che possono essere di consistenza acquosa (idrorrea) o più dense, bianche e inodori (leucorrea), e sono causate dai cambiamenti ormonali che avvengono nel corso della gestazione.
Se le perdite sono accompagnate da prurito, bruciore o cattivo odore, e presentano una colorazione gialla o grigia, allora potrebbe essere in corso un'infezione.

In questo caso bisogna fare immediatamente una visita ginecologica e un tampone vaginale per individuare e arginare l'infezione e abolire così il rischio di aborto spontaneo o di danni permanenti al feto. Se trattate precocemente, le infezioni possono guarire in fretta e non comportare alcun pericolo. Esistono però anche infezioni asintomatiche, e perciò è corretto svolgere controlli costanti, durante e prima della gravidanza.

Gardnerella vaginalis La Gardnerella vaginalis, o vaginosi batterica, è una delle più diffuse infezioni vaginali, provocata dal batterio Gardnerella vaginalis. L’infezione avviene perchè i lattobacilli, che tengono lontani i batteri infettivi, diminuiscono a causa del cambiamento del PH, o più frequentemente a causa di rapporti sessuali non protetti con diversi partner. Le cause possono essere: scarsa o eccessiva igiene intima; abuso di antibiotici; uso di contraccettivi intrauterini; gravidanze; predisposizione genetica. I sintomi possono non presentarsi affatto oppure presentarsi come un forte odore sgradevole; perdite bianco-grigie, bruciore durante i rapporti.

Ectropion L'Ectropion, o ectopia cervicale, è chiamato anche «piaghetta». È l'eversione (estroflessione) della prima parte della mucosa del collo dell'utero che viene così a guardare verso la vagina, anziché restare interamente coperta all'interno dello stesso canale cervicale. L'esposizione all'ambiente normalmente acido e microbico della vagina può indurre una perdita vaginale anomala. Le donne portatrici di un'ectopia cervicale devono eseguire più frequentemente il PAP-test periodico, in quanto il tessuto estroflesso è sottoposto a un maggior rischio di trasformazione tumorale.

Gonorrea La Gonorrea, o blenorragia, è una malattia a trasmissione sessuale. È popolarmente nominata "scolo", in riferimento al principale sintomo, le perdite uretrali. Nei soggetti di sesso femminile, fra i vari sintomi si riscontrano bruciore vaginale, perdite giallastre, minzioni frequenti, gonfiore delle parti genitali, rossore, prurito. In più della metà delle donne infette tuttavia la malattia risulta asintomatica. L'infezione può diffondersi per via ematica e possono manifestarsi episodi di febbre, tachicardia, vomito, nausea, peritonite, ovarite. La gonorrea può essere trasmessa dalla madre al neonato durante il parto e causare oftalmite con congiuntivite, ulcere corneali, ascessi, perforazioni oculari fino alla cecità permanente.

Chlamydia La Clamydia nella donna è in genere asintomatica. Contratta in gravidanza potrebbe favorire un parto prematuro, una rottura precoce delle membrane, la nascita di un feto di peso inferiore a quello previsto. Non curata prima del parto, quindi ancora presente in vagina al momento del parto, potrebbe contagiare il nascituro al momento del passaggio attraverso il canale da parto che dopo alcuni giorni potrebbe sviluppare congiuntivite o polmonite. Curare una clamydia in gravidanza è utile, ma l'infezione è spesso recidiva, pertanto è più sensato curarla in prossimità del parto, anziché ripetere cure di antibiotici durante tutto il corso della gravidanza.

Candida La Candida è causata da un fungo, la candida albicans, che è normalmente presente nell’organismo umano ma che in determinate condizioni quali immunodepressione, diabete mellito, terapie antibiotiche e cortisoniche prolungate, stress, uso di contraccettivi orali e gravidanza, si moltiplica generando l’infezione. I sintomi dell’infezione sono intenso prurito, perdite biancastre, bruciori durante la minzione, eritema vaginale. La candida in sé non crea danni durante la gestazione, tuttavia c’è la possibilità che il bimbo al momento del parto possa prendere l’infezione per contatto e sviluppare una candidosi della mucosa orale che nel lattante prende il nome di Mughetto. Nel frattempo, molto importante è la gestione dei fattori che favoriscono l’infezione e la prevenzione di eventuali recidive. A cominciare dall’alimentazione: bisognerà eliminare tutti i prodotti fermentati (lieviti) e si dovranno limitare il più possibile carboidrati, alcool, dolci, formaggi e quantità eccessive di zuccheri. Un altro fattore che facilita l’infezione è l’ambiente caldo-umido e l'uso di detergenti intimi troppo aggressivi.

Trichomonas vaginalis La vaginite da Trichomonas è una malattia frequente nelle donne giovani e in età fertile. L' infezione da trichomonas vaginalis si può accompagnare a numerosi segni e sintomi la cui presenza ed entità permettono di identificare tre forme di infezione da trichomonas: infezione asintomatica, acuta, cronica-recidivante. Oltre alla vulvo-vaginite, il Trichomonas può causare anche infezioni del tratto genitourinario, ma non porta a complicanze serie. Tuttavia quando non viene curata può incrementare il rischio di acquisizione o trasmissione di altre malattie sessuali come gonorrea, chlamydia, vaginosi batterica. In gravidanza, tra le donne affette vi è un rischio aumentato di parto pretermine e un aumento dell'incidenza di rottura prematura delle membrane. Il rischio di infezione del neonato è basso, unica complicanza seria descritta è una rara forma di polmonite neonatale.

Fonti principali: WikipediaEcoGin

Foto: Flickr

29 Aprile 2011
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