Come dire al proprio datore di lavoro della gravidanza

Come-dire-di-essere-incinta-a-lavoro-400
il 15 Marzo 2011, di mammenellarete

Quando si scopre di essere incinta, una volta dato il lieto annuncio a familiari e amici, si deve comunicare la cosa in ufficio, qual è il miglior modo per farlo?
Nel caso in cui non ci siano particolari norme a riguardo, la futura mamma è libera di comunicare la sua gravidanza quando lo desidera. Una donna incinta avrà sempre e comunque diritto all'astensione obbligatoria a partire dal settimo mese a meno che non si svolga un lavoro a rischio, per cui sia necessario chiedere una maternità anticipata, o organizzarsi con il proprio datore di lavoro per ridurre il carico di lavoro pericoloso.


Questo in linea generale per quel che riguarda la normativa ufficiale sulla maternità, in via ufficiosa si consiglia di aspettare i canonici tre mesi, come per i familiari. In generale è meglio evitare di informare troppo in ritardo i propri responsabili a lavoro, un congedo per maternità prevede ovviamente una riorganizzazione del personale, quindi per evitare di creare disagi e problemi, a partire dal quarto mese è consigliabile rendere pubblica la gravidanza in ufficio. Questo è ovviamente il comportamento auspicabile in un ambiente di lavoro ideale, qualora la futura mamma si trovasse a lavorare con forme contrattuali particolari, è consigliabile conoscere bene tutta la normativa relativa ai congedi per maternità e alle forme tutelari riservate a una donna incinta con forme contrattuali non convenzionali.


Una volta stabilito quando dirlo, la donna incinta dovrebbe pensare al come comunicarlo, non ci sono regole precise, il tutto dipende dai rapporti e dalle dinamiche che esistono all'interno di un ufficio. Bisogna scegliere il momento giusto, assicurarsi che si tratti di un momento in cui il datore non sia impegnato o nervoso e magari accompagnare l’annuncio della notizia a un buon caffè. Una volta comunicato al capo, potrete dirlo a tutti gli altri, sarebbe spiacevole se il vostro datore di lavoro lo venisse a sapere da qualcun'altro.

È importante arrivare all'annuncio dimostrando di avere un programma per gli ultimi mesi prima del congedo obbligatorio, per poter valutare insieme il da farsi e il passaggio di consegne che la futura mamma dovrà fare a qualcun'altro. Se affronterete questo momento con serenità e onestà, il rientro non sarà traumatico e i vostri colleghi saranno sicuramente ben disposti nei vostri confronti per farvi riprendere il ritmo lavorativo.

15 Marzo 2011
Non ci sono ancora commenti!
Cosa ne pensi? Scrivi un commento
Nome (minimo 6 caratteri) *
Email *
Inserisci il codice *
Commento (massimo 1000 caratteri) *
IL VIDEO CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LE ULTIME STORIE
"Lei ha troppo liquido amniotico": storia di una gravidanza difficile. Giorgia è salva per miracolo
Alla ventesima settimana di 
gravidanza, il dottore mi disse che avevo troppo liquido amniotico. Lo chiamò poliidramnios. Mi dissero che dovevo stare a riposo assoluto. Giunta alla 37esima settimana, ebbi dolori fortissimi e mi ricoverarono. Il mio parto fu travagliato e difficile: si verificò un prolasso del cordone e i medici dovettero portarmi in sala operatoria. Ma per fortuna e "per miracolo" mia figlia si è salvata. Con il mio racconto vorrei dare una speranza a chi sta vivendo quello che ho vissuto io. 
TUTTI I VIDEO
iscriviti alle
newsletter
di nostrofiglio.it
Ricevi le news della settimana!
EDITORIALE
Gli ultimi articoli,
i video e le storie
GRAVIDANZA
Info utili e consigli
per le future mamme
NEONATO
Tutto sulla crescita
del bambino,
da 0 a 12 mesi
• fanno parte del network nostrofiglio.it: mammole.it
• ulteriori offerte della casa editrice G+J/M •
© Gruner+Jahr/Mondadori S.p.A.
Sede Legale: Via Battistotti Sassi 11/A ‚A 20133 Milano
Condizioni di utilizzo | Privacy | Cookie policy | Chi siamo | Pubblicità | Crediti
P.IVA e Reg.Imprese di Milano n. 09440000157
R.E.A. di Milano n. 1292226
Capitale Sociale : € 2.600.000 i.v.