Papà single

La colazione di un papà single con il suo bambino: l'esperienza di #sharingdaddy

Di Francesco Facchini
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05 Ottobre 2016
"Papà single e casa nuova. Spesso c’è un primo passo e il primo passo è… la colazione. La colazione è una rincorsa, di solito, una serie di 'Ecco, mangia, stai seduto bene. Perché non ti siedi bene? Finisci il latte! Papà si arrabbia se non finisci il latte! Siamo in ritardo! No, non puoi guardare cartoni'".Il racconto e i consigli di Sharingdaddy, ossia di Francesco Facchini, papà single blogger.

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La colazione. Come si inizia una vita da papi single? L’ho scritto: da uno spazio di vita decente, accogliente, tuo e amato anche dai tuoi bimbi. Ok, su questo argomento, sulla casa, ci sono molte difficoltà di ogni genere per noi papà separati, difficoltà che spesso fanno scopa con baratri economici.

 

Comunque l’importante è partire dal piccolo o grande spazio di vita insieme ai figli, dal poco o tanto tempo che hai a disposizione coi pupi per metterci dentro i mattoncini della felicità.

 

Anche qui, spesso c’è un primo passo e il primo passo è… la colazione. Dai, ti vedo, inutile che ti nascondi e pensi “Chi iooooo???”. Sì, proprio tu: vedo che ti svegli la mattina, occhi cisposi e rossi, capelli sconvolti, alito modello “fogna di Calcutta”.

 

Vedo che ti tiri su e vai a cercare il cellulare per vedere se ti caga qualcuno o spippoli le app per vedere se è successo qualcosa a quel pacchetto di azioni di Twitter comprato al Nasdaq via Forex ieri sera. Non ti caga nessuno… Ok, sto scherzando, le azioni non le hai perché l’unica cosa che sale nella tua vita, sono i debiti.

 

Comunque ti vedo che ti alzi sempre in ‘sta maniera disperata e poi… ti ricordi che c’è il pupo, la pupa o i pupi. E devi fare colazione… decentemente. Allora via a rincorrere il tempo che hai perso prima che le tue sinapsi iniziassero le connessioni adatte a far funzionare il tuo cervello. La colazione è una rincorsa, di solito, una serie di “Ecco, mangia, stai seduto bene. Perché non ti siedi bene? Finisci il latte! Papà si arrabbia se non finisci il latte! Siamo in ritardo! No, non puoi guardare cartoni!”.

 

Ci sarà un giorno non lontano nel quale, se continui a viverla in questo modo, portando i bimbi a scuola con il patema d’animo di beccarti la ramanzina dalle maestre a causa del ritardo e la quasi certezza di scoprirli ancora con un biscotto in bocca, nel quale schiatterai oppure farai una strage a caso appena arrivato al lavoro. A me è capitato per mesi fino a quando non ho visto una lampadina materializzarsi sopra il mio crapone.  E ho riavvolto il nastro, inventando la colazione da #sharingdaddy. Non potevo continuare iniziando malamente le giornate.

 

Ti alzi? Non toccare i cellulari. Evita il cellulare come la peste. La prima cosa che fai è andare in bagno a lavarti la faccia e a bere, la seconda e mettere la musica e aprire la stanza del bimbo. Poi metti su il caffé, prepari la tavola, metti le tovagliette e quattro soluzioni di colazione per lui, ma anche per te.

 

Lui si sveglia e tu lo porti in bagno e poi davanti all'orologio facendogli vedere dove sono le lancette e dove devono arrivare alla fine della colazione. Quando quei trenta-quaranta minuti saranno finiti, sarà finita la pacchia. Perché pacchia? Perché la colazione è una festa. Se gli alimenti che hai messo sulla tavola sono sani, lascialo scegliere, ma ricordati quello che sceglie perché l'indomani al posto di quello che ha mangiato metti altro. La mia scelta di oggi con Davide? Yoghurt alla frutta, latte e Ovomaltina, Pompelmi rosa con lo zucchero, pane burro e marmellata.

 

La musica sia alta e i cellulari spenti o perlomeno lontani. Balla, libera il corpo, chiedigli come ha dormito e cosa ha sognato, cosa vuol fare da grande e che pianeta vuol visitare con la sua astronave degli Avengers.

 

Quando è finito il tempo finisce la colazione. Se ha mangiato ha mangiato e lo ha fatto portando alla bocca le cose sane che gli hai messo sul tavolo. Controllate prima di metterle lì e poi lasciate lì, senza creare quei dialoghi pieni di patema del tipo “Hai mangiato? Hai bevuto? Mangia questo, finisci quell’altro”. Di solito, se le paranoie vengono disinnescate alla radice, lui mangia quello che deve mangiare e beve quello che deve bere.

 

Poi si va: ci si lava, ci si veste, si prepara la cartellina o lo zainetto (lasciando che sia lui a farlo). Io e Davide iniziamo così. E voi papi o mamme single, come fate? Un giorno di questi, se vi va, vi invitiamo a colazione da Sharingdaddy.

 

di Francesco Facchini 

 

Sull'autore

 

Francesco Facchini

 

Francesco Facchini, papà part time di professione, campo di scrittura su qualsiasi mezzo (dai tovaglioli dei ristoranti al web) e di immagini (spesso della mia fantasia). "Sono convinto di tre cose: mi pagassero un euro a errore che commetto sarei milionario, le migliori risate che faccio sono quelle su di me e l'elefante si può mangiare, ma soltanto a pezzettini. Il mio sito personale è www.francescofacchini.it".

 

 

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