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In viaggio con Sharingdaddy: la prima tappa è una sana alimentazione

Di Francesco Facchini
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18 Aprile 2017
Sono i giorni prima di una partenza, i giorni in cui pensi alle cose da mettere nella valigia per affrontare un viaggio in due che sia cambiamento, conoscenza, novità, strade, incontri, salite e discese, ma soprattutto rinnovamento per te e scoperta del mondo per un figlio. Si studia, si cerca ispirazione, si trovano nuovi metodi, nuovi insegnamenti, perfino nuovi insegnanti. E una delle cose più importanti è l'alimentazione.  Per questo ho chiesto un consulto a una nutrizionista di Milano, la dottoressa Alice Cancellato. E ho imparato che far da mangiare è un atto d'amore. 

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“Prima di partire per un lungo viaggio, prendi con te la voglia di non tornare più”. E' una frase che mi rimbomba in testa, una frase di una canzone di Irene Grandi.

È giusta per i viaggi fisici, ma è anche giusta per i viaggi della vita. Come ho detto nell'ultimo post, mi sto preparando a cambiare mezzo e modo di affrontare il mio percorso di papà: puoi leggere tutto qui.

Sono in attesa che qualcuno raccolga il mio appello social #UnabiciperSharingdaddy, rivolto ai produttori di biciclette che potrebbero darmi un loro mezzo affinché io riesca a raccontare un altro tipo di vita possibile, lenta nella pedalata e velocissima nella connessione col mondo. Sono i giorni prima di una partenza, i giorni in cui pensi alle cose da mettere nella valigia per affrontare un viaggio in due che sia cambiamento, conoscenza, novità, strade, incontri, salite e discese, ma soprattutto rinnovamento per te e scoperta del mondo per un figlio. Giorni di attesa, di smarrimento, pieni di “sei sicuro di farcela?”.

Si pensa all'equipaggiamento, ai modi di organizzare anche una semplice spesa, a come coinvolgere il figlio in un nuovo modo di essere, come farglielo apprezzare, come farsi aiutare, come vivere semplici settimane in maniera differente da prima. Si studia, si cerca ispirazione, si trovano nuovi metodi, nuovi insegnamenti, perfino nuovi insegnanti.

Una delle cose più importanti è l'alimentazione. 

Ti do un punto di partenza, ma ti lancio pure una sfida e ti do un modo per vincerla. Il punto di partenza è che, tu come me, sei un genitore single che non ha tempo, non riesce, non sa, non vuole, non è capace di cucinare. Per questo, nella tua esperienza, specialmente se sei maschio, hai passato dei bei mesi, forse anni, a ringraziare nostra signora dei surgelati, la Madonna del Findus, per cercare di mettere qualcosa nel piatto. La sfida è: adesso smettila. Se le tue giornate con i bambini hanno acquisito una loro ripetitività, una loro serie di abitudini, una loro ritualità, è il momento di smettere e di metter qualcosa di tuo nel piatto. Beninteso: io non lo sapevo fare. Per questo motivo ho chiesto un consulto a una nutrizionista di Milano, la dottoressa Alice Cancellato, per avere criteri di alimentazione (e quindi di preparazione) corretti. Premetto: quello che leggi qui non è il consiglio di un medico, ogni cosa va verificata con lo specialista della nutrizione, perché la mia alimentazione può non essere buona per te e tuo figlio. Però è una vita, indicata dalla dottoressa e trasformata in un racconto da me che, cronista quale sono, ho solo il merito di raccontare l'esito di un incontro che ha avuto, come base, solo una domanda: dottoressa, dammi un modo per far da mangiare velocemente, correttamente, con il poco che so fare e con il poco che ho in frigo. È stato incredibile, si è messa a segnare appunti su dei fogli e mi ha cambiato per sempre alcune abitudini. Intanto, visto che a me piace buttare giù credenze e luoghi comuni, partiamo così: la dieta, così come suggerisce la dottoressa Alice sul suo sito, non è una cosa che si inizia perché è una parola di etimologia greca che significa abitudine. Per cui devi solo cambiare abitudini. Non è difficile, secondo i più ci si sta tra i 21 e i 28 giorni, ma io dico che è più semplice. Devi solo fare le stesse cose più giorni possibile e, se ti scappa qualche giornata, tornare a rifarle al più presto. Ecco il bellissimo disegno che ne è venuto fuori e il bellissimo compito fatto di lettere e colori. Pensa, non si è dilungata molto sulla cucina, spingendo sul fatto che far da mangiare è un atto d'amore. Se poi lo fai per un figlio... beh, di più. Ecco il gioco: nel piatto ci devono essere quattro lettere: V come Verdure, P come proteine, C come Carboidrati, F come Frutta. Già questo è uno spunto delizioso per giocare a fare il menù con tuo figlio. I passaggi di avvicinamento al pranzo (o più spesso alla cena) siano un gioco. Se cucini, fagli fare qualche passaggio (mettere il sale nella pasta? Fare le palline di polpette? Mettere le mani nell'impasto della pizza?). La Verdura o la Frutta, se le mangia meno volentieri, dagliele per prime. Le parti di quelle quattro lettere nel piatto possono essere più o meno uguali, ma bada che ci siano tutte. Poi COLORA IL PIATTO. Lo urlo perché è la cosa più bella che si possa fare con i bambini. Se nello stesso piatto ci saranno il beige di un petto di pollo (P, proteina), il rosso di un pomodoro (V, verdura), l'arancione di un arancio (F, frutta), il giallo di una patata (C, carboidrato), beh, avrai fatto un quadro. Fallo con lui o con lei, fate una figura, un burattino, una casetta. Poi mangiatela insieme. Un gioco meraviglioso.

 

 

di Francesco Facchini 

 

Sull'autore

 

Francesco Facchini |

 

Francesco Facchini, papà part time di professione, campo di scrittura su qualsiasi mezzo (dai tovaglioli dei ristoranti al web) e di immagini (spesso della mia fantasia). "Sono convinto di tre cose: mi pagassero un euro a errore che commetto sarei milionario, le migliori risate che faccio sono quelle su di me e l'elefante si può mangiare, ma soltanto a pezzettini. Il mio sito personale è www.francescofacchini.it".

 

 

 

 

 

 

 

 

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