Cosa vorrei dire all'uomo preoccupato che il figlio venisse umiliato da una "femminuccia"

parcopalline
il 20 Febbraio 2017, di mammenellarete

Un messaggio all'uomo preoccupato e che ha criticato il figlio di due anni perché non era in grado di fare lo stesso percorso di mia figlia (tra l'altro più grande). Caro "uomo", o forse "mezzo" ti si addice in maniera più papabile, ricordati che la cosa più importante da insegnare a un bambino, e soprattutto al proprio figlio è l'amore.

Ieri sera, dopo tanta insistenza di Alison, (mia figlia) ho preso la macchina e l'ho portata da McDonald. Finita la solita routine di nuggets mezzi mordicchiati ma leccati di gusto, patatine su tutto il tavolo e coca cola come da prassi rovesciata ovunque, maglietta compresa, la porto nella parte dedicata ai bambini. Che poi mi piace che la chiamino così dato che è un buco con un gradino e una retina, ma lei è piccola e ingenua e quello le sembra un luna park.

 

Arriva un bimbo a giocare, ma non riesce a fare il percorso bene come Alison. Avrei voluto che la storia finisse qui, ma non sarebbe valsa la pena raccontarla.

 

Il padre, e chiamiamolo così per ora, viste le difficoltà del bimbo a scalare una salita, quindi non a mettersi un dito nel naso che quello lo sanno fare tutti, un po' scocciato esordisce con un clamoroso:

 

"Forza, vedi che lei ci riesce? Ed è una femminuccia, tu sei anche un maschietto!"

 

Sono indecisa se dire che il sangue mi si sia gelato mi ribolle dalla rabbia. Così la tento, per salvare un po' quel bimbo: "Digli al papà che tu sei ancora piccolino, mia figlia ha già tre anni!"

 

Ma il bambino nemmeno parla, ma pensa un po', sarà che è troppo piccolo?

 

Allibita chiedo al padre quanti anni abbia il figlio, e come se non bastasse la prima risposta da mentecatto, pensa bene di rincarare la dose: "Ha due anni, è più piccolo, ma non esiste che si faccia battere da una femminuccia, non mi piace".

 

Quel secondo "femminuccia" mi stampa.

 

Il "non mi piace" direi che è superfluo da commentare.

 

Vorrei prenderlo a ginocchiate sulle gengive, ma sono madre e sono in un posto pubblico, allora decido di trattenermi. Perché vorrei stare qui a raccontarvi di una pessima battuta scagliata due volte per errore, ma la convinzione, la prepotenza e la delusione nelle sue parole, nel tono e nel modo non lasciano spazio al dubbio.

 

La mamma del bimbo mi lancia qualche occhiata di imbarazzo misto a ipotetiche scuse per il troglodita che si trova di fianco. Le spiego che mia figlia è cresciuta in un parco giochi, quindi probabilmente è quello il motivo per cui ha più abilità rispetto al suo. E per la seconda volta IO difendo SUO figlio. Che vorrei ricordare ha due maledettissimi anni, non 16, ma 24 mesi come li chiamano le madri 'so tutto io ma non ricordo come mi chiamo'.

Non ricevo risposta.

 

Prendo Alison, mentre le metto il giubbotto per andare a casa, mi specchio nelle porte del fast food e penso ai miei capelli verdi. (Ho deciso che sono giovane e posso spuntare una cretinata dalla lista, così ho pensato bene al colore più assurdo di tutti.)

 

Penso a quanto io, con questi capelli sono giudicata ovunque vado, mentre quell'uomo, tutto d'un pezzo probabilmente non avrà sentito mezza critica in vita sua. Eppure io i capelli basta che li tingo di nero quando voglio, lui sta rendendo nera l'anima di un bambino. Ma mi rassereno, perché nonostante i capelli verdi, io insegno a mia figlia che è perfetta com'è, le ripeto ogni giorno che è bellissima, che è brava, e se sbaglia non la denigro.

 

Penso a quello che provo per lei, e poi penso a quello che provava quell'uomo: si preoccupava che il figlio, sempre quello di DUE anni, venisse umiliato da una "femminuccia". Un uomo vestito bene, con una bella moglie, ma resta un corpo vuoto, che non può insegnare nulla a quel bambino, se non trattare le donne/ragazze con inferiorità.

 

Perché nel 2017 non bisognerebbe insegnare quale dei due sessi è quello debole, comprovato poi che le donne sono un passo avanti per CERTI versi (lungi da me fare lo stesso discorso suo al contrario).

Caro "uomo", o forse "mezzo" ti si addice in maniera più papabile, ricordati che la cosa più importante da insegnare a un bambino, e soprattutto al proprio figlio è l'amore.

L'essere apprezzati qualsiasi fallimento o vittoria nella vita. E tu, caro mio tutto d'un pezzo, hai fallito nelle basi. E grazie a te, tuo figlio sarà la tua copia, nella speranza che poi da solo si renda conto dell'errore.

 

Mia figlia forse un giorno si colorerà i capelli di verde, o forse di viola, o forse dovrò sgridarla per dei tatuaggi, seppur io ne ho molti; chi lo sa... Ma a differenza del tuo, lei saprà sempre che per me rimane la più bella dell'universo, e che la sua mamma la AMERÀ sempre, nonostante TUTTO E TUTTI.

 

Grazie, Veronica

 

(Storia arrivata come messaggio privato sulla pagina Facebook di nostrofiglio.it)

 

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20 Febbraio 2017
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