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"La bimba cresce poco": il mio incubo iniziò al settimo mese

Di mammenellarete
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04 Maggio 2015 | Aggiornato il 10 Agosto 2017
La mia gravidanza trascorse serenamente, finché, giunta al settimo mese, dopo una morfologica, una fredda e giovane dottoressa mi disse senza delicatezza che la mia bimba cresceva poco e che presentava un 'andamento anomalo del dotto di botallo'. Per fortuna, consultando altri medici, scoprii che la mia bimba era sana e che non dovevo preoccuparmi così come mi avevano fatto credere.
 

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Ci fidanzammo quando avevamo io 13 e lui 15 anni. Dopo 14 anni di fidanzamento ci sposammo esattamente il primo settembre del 2012. Dopo 6 mesi, nel mese di aprile del 2013, io scoprii di essere incinta. Era solo il primo tentativo e, inaspettatamente, scoprimmo che quel test era positivo!

Purtroppo di lì a poco avremmo attraversato un periodo buio: mio marito stava per perdere il lavoro. Ma io no: avevo un lavoro e riuscivo a portarlo avanti. Ci dicemmo quindi che sarebbe andato tutto bene.

La mia gravidanza fu meravigliosa, tutti gli esami risultarono assolutamente perfetti. Non ero neanche più anemica. Alla dodicesima settimana scoprimmo che avremmo avuto una femmina. La mia gioia fu enorme, il papà provò un po' di rammarico.

Continuai a lavorare. Ero stanca, ma tutte le mattine andavo al mio posto di lavoro. Non avevo nausea, né vomito. Mai una perdita! Al sesto mese avevo preso 9 kg e la ginecologa privata mi suggerì di mettermi a dieta. "Vabbé" - mi dissi - "facciamo anche questo."

L'incubo iniziò il 21 ottobre, al settimo mese! Mi sottoposi alla morfologica d'accrescimento. Io, mio marito e mia madre eravamo in una stanza d'ospedale a ridere e a scherzare, lamentandoci perché i medici erano in ritardo "solo" di due ore rispetto all'appuntamento! Finché non arriva lei, acida, fredda, priva di sensibilità. Era una dottoressa giovane, forse troppo per avere quel minimo di delicatezza che solo l’esperienza può dare dinanzi ad una donna incinta, al settimo mese, del suo primo figlio.

Dapprima era sola e aveva l'ecografo in mano. Poi chiamò una collega e in seguito un’altra, poi il primario. Fece tutto nel silenzio più totale: non una parola, non uno sguardo! Guardai mio marito in fondo alla stanza e sentii il mio cuore battere forte.

Il primario arrivò e prese l’ecografo, lei fece pressione sulla pancia assieme all'altra dottoressa. Cercarono di "bloccare" la mia cucciola, che non aveva proprio voglia di essere tenuta ferma! Chiamarono un’altra collega, che mi fece un'ecografia interna.

Capii in quel momento che qualcosa non andava. Provai dolore, gli occhi si riempiono di lacrime, il cuore quasi si fermò, non riuscivo più a dire niente.

Il primario andò via senza dire una parola e restò solo la fredda dottoressa, che mi disse: "Signora, sua figlia ha rallentato la crescita, ma il vero problema è che ha un andamento anomalo del dotto di botallo! finché non nasce, non possiamo fare niente".

Dotto di botallo? Il 50 per cento delle sue parole erano arabo per me!
Mi spiegò tutto con tanta superficialità, mandandomi a fare un tracciato e dicendomi che ci saremmo riviste 15 giorni dopo.

Ero distrutta: iniziai a mangiare perché ingenuamente credevo che forse era per colpa della mia dieta che la mia bambina cresceva meno. In seguito andai dalla mia ginecologa privata, che per fortuna un po’ mi rasserenò.

A dicembre consultai un primario di un altro ospedale, che mi disse: "Signora, preferisco mandarla da uno specialista. Il giorno dopo andai da questo specialista, che finalmente mi disse: "stia tranquilla, andrà tutto bene, non c’è niente di così grave come le hanno detto!"

Il 23 dicembre 2013 nacque la mia bambina. L'abbiamo chiamata Serena: provate a capire perché. 3750 grammi per 50 centimetri di salute. Era perfettamente sana, senza NESSUNA anomalia cardiaca!

Questo vuol essere d’aiuto a tutte quelle mamme che devono avere a che fare con medici troppo zelanti, che danno responsi medici affrettati. Io, purtroppo, a causa di questi medici, ho trascorso gli ultimi due mesi della mia splendida gravidanza come in un calvario.

In più, dopo la nascita, mi portato via subito la bambina per controlli dovuti alle diagnosi prenatali: ho potuto darle solo un bacio e me l’hanno immediatamente strappata dalle braccia.

In generale è bene fidarsi dei medici, molti di essi operano con lo scopo di approfondire, però non sempre quello che dicono "è legge". Invito le mamme a fidarsi soprattutto di loro stesse. Se non siamo convinte, cerchiamo conferme!

di mamma Rosa

(storia arrivata sulla pagina Facebook di nostrofiglio.it)

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