perdite in gravidanza

Le perdite di sangue in gravidanza, quando allarmarsi

Di mammenellarete
aborto

12 Febbraio 2009
Quando si aspetta un bambino, la preoccupazione costante è quella di perderlo. Per questo, in qualunque momento della gravidanza la comparsa di perdite di sangue fa sempre spaventare. Per fortuna, però, non sempre questo fenomeno indica che c'è qualcosa che non va. Vediamo allora quando le perdite non devono testare preoccupazione e quando, invece, è necessario consultare immediatamente il medico.

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Inizio gravidanza: le perdite da impianto

In alcuni casi può succedere che si verifichino delle piccole perdite rosate o marroncine proprio all'inizio della gravidanza. In genere, queste perdite, che sono molto scarse e di colore tenue, si verificano qualche giorno prima rispetto a quando dovrebbero arrivare le mestruazioni. Sono le cosiddette perdite da impianto, perché si verificano in concomitanza con l'annidamento dell'embrione nella parete dell'utero.

Le perdite da impianto non sono assolutamente pericolose per la gravidanza e spesso passano addirittura inosservate. Non sono comunque molto frequenti.

Lievi perdite non preoccupanti

Anche più avanti nella gravidanza, può capitare di trovare sugli slip lievi macchioline dal rosso scuro al marrone. Se sono isolate, anche queste non devono destare allarme: in genere, dipendono da un rapporto sessuale oppure da una visita ginecologica recenti, che possono aver provocato la rottura di qualche capillare.

Se invece si soffre di stitichezza, l'origine potrebbe essere una piccola ragade o un'emorroide.

Leggi anche: Perdite nel primo trimestre di gravidanza, come comportarsi

Primo trimestre: la minaccia d'aborto
Più preoccupante la situazione in cui, nel primo trimestre di gravidanza, si verifichino perdite abbondanti e di colore rosso vivo, magari accompagnate da dolore pelvico. Per quanto possa trattarsi di un falso allarme, c'è comunque la possibilità che questi siano i sintomi di una minaccia d'aborto, una condizione piuttosto frequente nel primo trimestre, visto che interessa il 14-21% delle gravidanze.

Per precauzione, è bene consultare il ginecologo, oppure recarsi in ospedale per un controllo. Il medico, infatti, può verificare con un'ecografia se si tratta davvero di una minaccia d'aborto e controllare il benessere fetale, suggerendo eventuali trattamenti.

La gravidanza extrauterina
Sanguinamenti e dolore pelvico nelle prime settimane di gravidanza possono anche indicare che si tratta di una gravidanza extrauterina, nella quale l'embrione non si è impiantato correttamente nella parete uterina, ma si è impiantato altrove, per esempio nelle tube. Per verificarlo, occorre un'ecografia.

Riassumendo: nel primo trimestre di gravidanza, è bene consultare subito un medico se si verificano perdite rosso vivo, più o meno abbondanti, accompagnati o meno da dolore pelvico. Si può invece stare più tranquille se si verificano piccole perdite isolate, di colore rosato o marroncino, indolori.

Perdite nel secondo e nel terzo trimestre
Perdite di sangue possono verificarsi anche in gravidanza avanzata. In presenza di sanguinamenti è bene consultare subito il proprio ginecologo o recarsi in ospedale per un controllo, perché potrebbero essere necessari interventi immediati.

In molti casi, le perdite dipendono da infiammazioni del collo dell'utero, che non mettono a rischio la gravidanza, ma devono essere opportunamente trattate.

In altri casi, il sanguinamento può dipendere da problemi con la placenta, in particolare da un distacco di placenta, una condizione potenzialmente molto rischiosa per il feto o dalla presenza di placenta previa. Infine, perdite di sangue, anche non molto intense, possono essere un segno che sta per iniziare il travaglio. Se il termine della gravidanza è ancora lontano, questo potrebbe portare a un parto prematuro.

Fonte per questo articolo: Faq dell'American Congress of Obstetrician and Gynecologists.

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