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Complicazioni in gravidanza: la gestosi

Di mammenellarete
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24 Marzo 2009
La gestosi è una malattia che compare in gravidanza. È conosciuta anche come preeclampsia e in media interessa circa il 5% delle donne incinte.
È una sindrome che si presenta intorno alla ventisettesima - ventottesima di gestazione, una complicanza di gravidanza che può avere effetti più o meno gravi.

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La manifestazione sintomatologica iniziale non crea problemi importanti, si può avvertire un leggero gonfiore diffuso, eccessiva ritenzione di liquidi e presenza di sali nell’organismo, tutto ciò accompagnato anche da un eccessivo e celere aumento di peso. Le lievi manifestazioni iniziali della malattia sono fondamentali per diagnosticarla, anche con un semplice esame delle urine. Quando la situazione non viene presa in considerazione dal ginecologo come si dovrebbe, allora possono comparire altri tipi di manifestazione più gravi.

I sintomi più importanti della gestosi sono l’aumento della pressione arteriosa, aumento delle proteine nelle urine (presenza di albumina che normalmente è assente nelle urine) e la comparsa di lividi su varie parti del corpo come gambe, mani e viso. Altre manifestazioni rilevanti legate alla gestosi sono la comparsa di dolori addominali, cefalea e disturbi visivi.

La gestosi, poi, può anche comparire in una forma molto più grave e le sue manifestazioni: attacchi epilettici, perdita di coscienza ed in casi estremi anche la morte. Questa forma grave di gestosi si chiama eclampsia imminente. In casi peggiori potrebbero comparire anche disturbi di circolazione e dell’attività renale che impediscono alla placenta di funzionare in modo corretto, causando quindi insofferenza fetale: ritardo nell’accrescimento con eventuale morte.

Le cause non sono completamente chiare, ma è la placenta ad essere interessata: si danneggia e comincia a liberare sostanze tossiche. I fattori che inducono la gestosi (detta anche tossiemia) non sono ancora del tutto note, ma le donne più soggetta al rischio della sua comparsa sono le primipare , le donne oltre i 39-40 anni, donne obese, chi è in attesa di gemelli, anche le donne che nella prima gravidanza hanno sofferto di pressione alta, di diabete o di problemi renali ed infine, le donne che fumano troppo. Quando la gestosi è in stato avanzato, il parto può essere anticipato di alcune settimane.

Il rischio del ritardato accrescimento del feto dipende dal minimo afflusso di sangue che non riesce ad arrivare dalla placenta. Per quanto riguarda la prevenzione è innanzitutto indispensabile monitorare il peso della donna e il controllo periodico dell’albumina presente nelle urine. I medici, in genere, consigliano di rimanere a riposo e seguire un regime dietetico povero di grassi per contrastare l’aumento di peso; inoltre, verrà anche controllata quotidianamente la sua pressione arteriosa e tenuto sotto controllo lo stato del feto per non incorrere in insofferenza fetale improvvisa. È anche prevista la prescrizione di farmaci anti-ipertensivi, esami del sangue e delle urine. In casi estremi, quando compaiono i sintomi gravi (come su elencato), il medico ritiene molte volte necessario indurre il parto adottando tutte le accortezze che un parto prematuro ed indotto può richiedere.

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