Aborto

Incinta a 16 anni: purtroppo ho lasciato che gli altri decidessero per me

Di mammenellarete
adolescente

22 Giugno 2015
Rimasi incinta a 16 anni, però purtroppo dovetti affrontare un aborto, incoraggiata dai parenti, che all'epoca decisero per me. Attualmente ho una vita serena e tranquilla con mio marito, che amo molto, e ho una bellissima figlia, però penso sempre a quel bambino che ho perso e che non ho mai conosciuto.

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Avevo 16 anni ed ero fidanzata con un ragazzo di 22. Lo adoravo letteralmente. Anche lui era innamorato pazzo di me. Stavamo sempre insieme. Io mi sono sempre considerata una ragazza distratta: all'epoca prendevo ancor più la vita un po' come veniva, senza farmi troppe domande.

 

Da un po' di settimane non avevo il ciclo, non contando i giorni. Pensavo che avrei potuto essere incinta, ma non feci un test. Continuai a far finta di nulla e a fuggire da questo pensiero che mi tormentava.

 

Mia madre e mia nonna paterna si accorsero che c'era qualcosa di diverso in me, così mi comprarono un test, che risultò positivo. Ero incinta di 8 settimane. Loro erano incredule ed anche io lo ero. Ma mi furono da subito molto vicine.

 

All'epoca abitavo dai miei nonni materni e dalle zie, le quali si erano occupate di me fin dalla mia nascita. Mia madre aveva un problema grande di salute. Decidemmo di non dirlo alle zie, le quali per due settimane furono all'oscuro di tutto. Alla decima settima mia nonna lo disse ad una di loro.

 

Nel giro di 10 minuti tutti furono al corrente della notizia. Fui considerata la pecora nera della famiglia. Avevo un padre e una madre poco presenti e tutti furono da subito sicuri di una cosa: dovevo abortire.

 

Nel giro di una settimana feci una serie di visite in cliniche diverse. Mi sentivo frastornata e impaurita come non mai. Con lui non volevo parlarne e mi sentivo sola come mai prima in vita mia. Le mie zie prenotarono il giorno dell'aborto e purtroppo dovetti firmare io il famoso documento (con un permesso speciale del giudice in quanto uno dei due genitori non poteva essere presente al momento).

 

Arrivò il giorno dell'intervento. Io piangevo, piangevo, piangevo... e non volevo farlo vedere. Una delle mie zie (quella che aveva preso sin da subito la "situazione" in mano) si accorse che piangevo e mi disse: "non preoccuparti, finirà presto l'intervento, non devi avere paura!" Mi voltai guardandola e pensando che fosse un idiota. Mi asciugai le lacrime per orgoglio.

 

Mancava poco al momento dell'intervento e improvvisamente arrivò lui. Fu la cosa più bella che avrei potuto immaginare che accadesse. Speravo che mi portasse via da lì e desideravo che mi dicesse di tenere il bimbo. Invece nulla. Entrai nella sala operatoria e, in seguito, passai su una barella dal corridoio in cui erano tutti i miei parenti. Avevo il cuore che mi scoppiava: dovetti trattenere le lacrime e un brivido mi percorse. Non dimenticherò mai quel momento.

 

Uscii dalla sala operatoria e tutto sembrava nero. Non c'erano più sfumature colorate, avvertivo solo un vuoto. Quel vuoto purtroppo mi accompagna ancora oggi, sei anni dopo. Nessuno mi aveva domandato cosa volevo e cosa pensavo, quali erano i miei sentimenti. Tutti mi dicevano che l'unica soluzione era quella.

 

Con quel ragazzo finì due anni dopo. Attualmente sono sposata con un altro uomo e ho una bellissima bambina di un anno. Lui? Il mio amore dei 16 anni? Ancora mi ama e vorrebbe che io tornassi con lui. Io ho scelto invece la vita serena e tranquilla con mio marito, che amo molto, invece di quella tormentata con lui. Però lo so, lui vivrà sempre nel mio cuore e forse un giorno riuscirò a perdonarlo di non avermi portato via da quell'ospedale. 

 

Mi chiedo ancora come sarebbe stato il mio bambino. Maledico me stessa per non aver fatto, come sempre, di testa mia. Scrivo la mia esperienza per dire a tutte le donne che queste cose purtroppo segnano molto e per suggerire loro di non ascoltare nessuno: a qualsiasi età e con qualsiasi amore. Un figlio va oltre. Oggi che sono mamma la "mia" scelta di allora pesa ancor di più.

 

di mamma anonima

 

(storia arrivata alla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

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