Storia

No al bullismo tra mamme (e bambini)

Di Valeria Camia
bullismo

09 Giugno 2017
Critiche ai limiti della maleducazione. Post dai toni davvero sfrontati, lasciati da gentili signore, mamme che avevano le loro foto con i figli in grembo come profile picture. Qual è il punto di non ritorno? E quello da dare ai bambini?

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Abbiamo comprato un teatrino per le marionette e le loro manine dietro il sipario fanno da giorni a gara nel raccontarmi una storia. Loro, i miei figli, non sono mai ‘sincronizzati’.

 

Raramente si trovano d’accordo sulla narrazione da seguire. Io cerco di intromettermi il meno possibile e di lasciarli fare, discutere sul da farsi. A volte si cimentano in discussioni molto serie dalle argomentazioni serrate. Il più grande cerca di spiegare al fratello perché ci debba essere in ogni favola un mostro, o almeno un lupo. Ma il più piccolo ha paura. Lui chiede di raccontare una storia senza “i cattivi” e la vuole fatta di cani che parlano perché, dice, “con la fantasia si può fare tutto”. Quasi ogni volta, quando non si arriva a nessun comune accordo, mi tocca ascoltare due storie. Il più grande usa poche marionette e molti altri giochi vari sparsi per la casa. Quasi sempre ne esce un racconto fatto di lupi dai denti affilati, coccodrilli che fanno il verso dei leoni, e robot che si trasformano in auto, volanti. A volte compare anche un cacciatore e Cappuccetto Rosso, ma raramente devo dire. Le mani del più piccolo sono troppo impacciate per le marionette. Lui usa i suoi peluche e fa ballare il cane Argo insieme alla mucca Caterina, e un elefante (a cui non è stato ancora dato un nome definitivo) sulle spalle della gallina Cocò.

 

 

Spesso mi sono chiesta fino a che punto sono disposta a tollerarle, le discussioni verbali tra i miei figli.

 

Non sono stata in grado di rispondermi. Fino a questa sera. Si dice che la notte porta consiglio…

 

Per caso, quasi, mi è tornato alla mente di una cara amica, dalle forme un po’ rotonde (senza dare alcun giudizio di valore in merito). Ricordo una volta, di aver visto sulla sua pagina Facebook l’annuncio del suo diventare vegana. Non ho letto, ma lei poi mi ha raccontato, dei numerosi commenti che ‘gioivano’ della sua scelta perché, dicevano, mangiando insalata e pomodori lei avrebbe perso peso, finalmente; e delle critiche ai limiti della maleducazione nei confronti della sua decisione, a molti invisa. Alcuni dei post dai toni davvero sfrontati sono stati lasciati da gentili signore, mamme che avevano le loro foto con i figli in grembo come profile picture. Con questo ricordo in mente, ho fissato allora, il (o per lo meno un) punto di non ritorno.

 

Sarà il “taci tu” che mi farà intervenire nelle discussioni tra i miei bimbi. Non solo a difesa dello zittito, ma soprattutto a difesa di un’idea del vivere civile che vorrei trasmettere ai miei figli. Un vivere civile dove azioni e toni contano entrambi. Perché non vedo dove il “taci tu”, l’arroganza e lo scherno finiscono, e il bullismo, l’inciviltà e la maleducazione iniziano. Lo so, ovviamente, che non sono sola a pensarla così. Bene. Questa sera vado a letto con un pensiero in meno.

 

 

di Valeria Camia

 

Sull'autrice
Mamma di due bimbi, con un marito sempre in viaggio per lavoro, scrive delle sue avventure e disavventure giornaliere in Svizzera
 http://mammaimpara.blogspot.ch

 

 Leggi anche dell'autrice: la mia stupenda storia di mamma in Svizzera e Fare la mamma in Svizzera, un modello ancora tradizionale

 

 

 

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