Storie

L'ho sposato di nascosto. Ma era un violento e tale è rimasto

Di mammenellarete
donnaanonima

31 Luglio 2017
All'inizio mi rispettava e mi faceva fare quello che volevo. Ma aveva anche problemi di droga e alcool. Ci siamo sposati di nascosto, i miei non volevano. Abbiamo avuto anche due figlio. Lui non è mai cambiato. Anzi, è peggiorato. Per questo l'ho denunciato e ho chiesto la separazione.

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Avevo 23 anni e una delusione d'amore enorme, di quelle che ti distruggono dentro.

 

Lui mi aveva riempita di inganni e bugie solo al fine di prendermi lo stipendio: Perché lui ovviamente non lavorava. Io facevo l'operatore socio sanitario e non guadagnavo chissà quanto. Così una sera d'estate del 2008 ero seduta al tavolino di un bar col mio ex migliore amico, cercavamo di ridere e tirarci su a vicenda date le ristrettezze economiche e le delusioni emotive...

 

Due tavolini più in là era seduto un ragazzo, che ci guardava da un po'. Io non me ne accorsi subito, solo quando volli fumare una sigaretta e il mio accendino smise di funzionare. Così gli ho chiesto da accendere e si è seduto con noi. Abbiamo passato la sera insieme, era tardi, ma rimasi fuori. Mi ha portata a fare una passeggiata, senza l'amico, mi ha baciata. Non mi piacque quel bacio ma pensai che poteva migliorare... che ne sapevo che l'avrei sposato!!!

 

Lui è tunisino, beveva molte birre e fumava sia sigarette che "sigarette" e cocaina. Io non le facevo quelle cose. Ma lui era gentile, mi rispettava, mi lasciava fare un po' come volevo.

 

Mi ha raccontato che lui non aveva documenti, che era partito perché nel suo Paese non ce lavoro e lui ha tanti fratelli e sorelle e il solo stipendio del padre non basta...

 

Mi dice che gli piaccio e vuole uscire con me. Iniziamo a vederci, lui due pomeriggi la settimana non c'è perché deve andare a firmare in caserma dai carabinieri, per rissa.

 

Ho pensato: "Beh, rissa, mica spaccio, può cambiare".

 

Avevamo tutti e due 23 anni. A ottobre ci siamo fidanzati, il primo dicembre sono andata a vivere con lui mettendomi contro tutta la mia famiglia. Seppi di essere incinta, ma abortii perché non ero ancora certa di quella persona. Di avere la mia famiglia contro non mi importava, io a febbraio 2009 l'ho sposato. Di nascosto. Non lo seppe nessuno, al mio matrimonio eravamo in 5. La convivenza e matrimonio non iniziarono bene, dividevamo casa con suo fratello e sua cognata, genitori di una bella bimba di due anni, che passavano le giornate a fumare eroina, avere rapporti e sporcare casa... Che schifo! Inorridii, litigammo molto, me ne volevo andare, ma non aveva soldi per una nuova casa, il fratello glieli aveva spesi.

 

Nel frattempo allora gli chiedo di proteggermi: quella mi trattava veramente male perché non era più l'unica donna dentro casa... e la cosa gli dava proprio fastidio perché spesso mi diceva: "Hai sposato il fratello con gli occhi chiari". Va be.

 

Cambiata casa io continuavo il mio lavoro, lui diceva che stava cercando, io mi spazientivo perché col matrimonio aveva preso i documenti e ora non aveva scuse per non lavorare. In realtà non ne aveva voglia, ma io non volevo vedere...

 

I primi 3 anni passarono felici, più o meno...

 

io mi svegliavo, lavoravo, tornavo a casa, gli facevo la colazione (alle 5-6 della sera), usciva a fare le sue cose, io pulivo casa, facevo la cena, poi assolvevo ai miei doveri di moglie e andavo a letto, tranne il sabato: il sabato discoteca!

 

Dopo 3 anni scoprii islam, mondo a me totalmente estraneo, e mi convertii... ero felice! Lui era preoccupato, aveva paura la gente pensasse che mi avesse costretta, ma io ero felice, così lui fu felice per me.

 

Anche il mio primo anno da musulmana andò abbastanza bene, sempre con problemi economici, ma andava.

 

Dopo 5 anni di matrimonio decido che voglio un figlio. Ho 29 anni, divento grande... lui non lo voleva un figlio perché non aveva un lavoro, ma non faceva niente per averlo! Così mi ritrovo incinta. Contemporaneamente mio cognato tossico e la cretina della moglie arrivano dentro casa mia perché la mamma di lei esasperata li ha cacciati: quanto la capisco! E lì inizio a stare male... mi sono trovata incinta, col velo (in estate!!), dentro casa mia a farmi mancare di rispetto a me e alla mia casa da una ragazzina tossica! Il mio ex diceva: "E' mio fratello cosa posso fare?!" E cosi passai le giornate a piangere pregando Allah di aiutarmi: mai pregato così tanto.

 

A 9 mesi di gravidanza mi trovai una mattina i carabinieri in casa a fare una perquisizione: hanno rovesciato tutta la casa ci misi 2 giorni a rimettere tutto a posto. Poi accadde di nuovo: le prime due volte non trovarono nulla. Nel frattempo partorii una bimba, bellissima e sana, e di nuovo mi avvelenai il sangue perché i miei cognati erano tornati. Io vivevo in un bilocale, non c'era tantissimo spazio. In casa mio marito dormiva in soggiorno, quei due ca********** tutto il giorno... io allattavo in bagno.

 

Per mio marito era tutto normale. A settembre la mia piccolina aveva due mesi, son tornati i carabinieri. Stavolta han trovato della droga (io mi sentii morire dentro), così lo hanno arrestato e ha passato la notte in caserma. Fortunatamente mio cognato se ne andò. Almeno ero tranquilla! E fortunatamente i carabinieri non fecero segnalazioni strane ai servizi sociali! La cosa finì sui giornali e la mia famiglia seppe la verità nel peggiore dei modi. Non vi dico la loro reazione e poi la vergogna di affrontare i vicini e chi mi conosceva.

 

Per lo stress mi venne il ciclo a soli due mesi dal parto e a tre mesi dal parto mi andò via il latte.

 

Poi lui tornò a casa, con un processo da affrontare più in là nel tempo. "Va bene, intanto avrebbe trovato lavoro" pensai io.

 

Così lui un po' si impegnò perché capiva che poteva aiutarlo. Intanto continuava a bere.

 

Io ero diventata astemia nel frattempo e solo l'odore mi faceva schifo, in più quando beveva poi tirava coca, così era completamente alterato e mi pretendeva come moglie. Voleva per forza avere rapporti. Io gli dicevo che mi faceva schifo e litigavamo. Poi però facevamo lo stesso.

 

Quando la piccola aveva 5 mesi rimasi incinta ancora. Lui andò su tutte le furie e mi voleva obbligare ad abortire, ma io sono credente e all'inferno per lui non ci volevo andare e comunque, se si fosse trovato un lavoro... io ho sempre lavorato fino ai 6 mesi di gravidanza della prima!! Avremmo potuto farcela!

 

Così mi rivolsi al centro di aiuto alla vita, dicendo che io non volevo proprio abortire, già ero bravissima a perderli da sola (nel mio matrimonio ebbi 4 aborti spontanei)... Loro hanno stanziato fondi per 3000€ per provvedere al piccolo nascituro (un maschietto!!!) E inizialmente mio marito me lo lasciò tenere ma poi si incaponì che dovevo abortire per forza. Io rifiutai e puntai i piedi. Tenni il bimbo. Lui peggiorò tantissimo con me: ogni giorno erano insulti, offese, non mi dava considerazione anzi mi sminuiva. Quando iniziava a calare il sole a me cresceva l'ansia perché sapevo che si sarebbe svegliato e avrebbe iniziato a bere. E a tirare. Chissà dia cosa sarebbe stato capace.

 

Una volta, siccome l'insalata era scondita e la carne non cotta, lanciò il piatto contro il muro: non sono mai riuscita a smacchiare il pomodoro. Io nel frattempo ero sempre incinta. Piangevo tutti i giorni, la sera ero terrorizzata, non sapevo come fare.

 

Lui un giorno a settimana era normale: non beveva, non faceva niente, mi dava ragione e diceva anche lui che bastava smettere con quelle cose e avere un lavoro.

 

Il CAV gliene trovò uno, in una cucina di albergo: contratto a tempo indeterminato, 1200€ al mese. Era più di quanto sperassi come inizio!!! La sera prima del primo giorno di prova, vide un amico al bar, che gli chiese una chiave inglese per la macchina (secondo me pensava che son scema e non capisco). Così ha preso una birra... poi due... poi 10... poi 20... intanto usava cocaina...

E' andato a letto alle 7 del mattino, orario in cui avrebbe dovuto alzarsi per andare al primo giorno di prova e non ebbe nemmeno il coraggio di chiamare per avvisare, costrinse me a telefonare! Non gli diedero altre opportunità giustamente!

 

Così bevve ancora di più. Io una sera, incinta, avevo dei leggeri dolori: nulla di preoccupante ma comunque non mi andava di fare niente. E soprattutto non volevo sentirlo dentro di me, mi faceva già male da sola la pancia. Mi obbligò. Io piangevo per la paura, le umiliazioni verbali la puzza dell'alcol. Per la paura di fare male al bambino non feci tanta resistenza, finalmente finì così mi accasciai a terra piangendo disperata e lui mi minacciò che lo avrebbe fatto "ancora e ancora" (così disse abbassandosi i boxer). Io probabilmente impallidii perché si rivestì, mi insultò alla bell'e meglio e mi ordinò di andare a letto.

 

Felicissima di andarci!!!

 

Finalmente nacque il mio piccolino a 38+5: in quei due giorni urlai e mi in******* talmente tanto che si ruppero le acque! Ovviamente ero a casa da sola, lui era in giro a pu***** (pensa che non lo so che rimorchiava qualunque cosa trovasse nei bar). Alle 3 la mia bimba di un anno si svegliò per il latte, le diedi il biberon, cambiai il pannolino e poi nanna.. cosi mì stesi a letto: a momenti bagnavo il letto!

 

Erano le 4 del mattino. Lui alle 4.15 è tornato mi ha trovata seduta in bagno colle acque rotte, senza telefono... era completamente ubriaco, non capiva la gravità della situazione. Mi ha detto: "Portiamo la bambina da tua mamma, la tiene lei".

 

"Ma sei scemo!! Svegliarla di notte che poi dorme solo con me, per andare in una casa che non conosce tanto??"

 

"Ma tu non capisci, sono ubriaco, ho dato un schiaffo alla ragazza di un mio amico. Se mi denuncia mi vengono a prendere a casa...".

 

Giuro su Dio, ho urlato talmente tanto forte che penso mi abbiano sentita fino a Roma.

 

Con le acque rotte prendo la borsa dell'ospedale, dei vestiti della bambina, dei giochi, la bambina, lui gentilmente mi apre la porta, mollo malamente la bimba a mia mamma, corro in ospedale, mi scarica davanti alla porta e se ne va da un amico che gli avrebbe fatto da alibi. Perché io non andavo bene?! Mi ricovero, partorisco, passo 3 giorni di veleno puro, per lui che era premuroso come sempre e mia mamma che mi telefonava ogni 5 minuti per dirmi quanto male si comportava lui, molto approssimativo e superficiale. Io frustrata e bloccata in ospedale avevo un veleno addosso che non so descrivere.

 

Dopo che sono tornata, lui era furibondo, perché il bimbo c'era e lui non lo voleva. 

Se gli chiedevo una mano mi rispondeva: "Hai voluto il 2° figlio? Arrangiati e pulisci un po'" e usciva.

 

Per due mesi litigammo a fuoco, lui urlava, io ero decisa a non fargliene passare più una. Provai ad andarmene di casa, ma mi convinse a tornare... fino che per un mese intero ogni giorno mi diceva che mi avrebbe uccisa, mi avrebbe tagliato la gola, mi voleva morta, gli avevo distrutto la vita.

 

Cosi sono andata dai carabinieri che mi hanno spiegato che quando denunci lui lo viene a sapere subito perché glielo devono dire e non hanno potere di allontanarlo da casa quindi o un'amica ti ospita o resti in casa col pazzo che hai denunciato. L'ho denunciato e mi hanno scortata a prendere i bambini e quello che gli serviva, poi mi hanno portato a casa dei miei genitori.

 

Lui il primo mese è impazzito poi ha capito. Ha iniziato a cercare lavoro, mi cercava tutti i giorni, mi diceva che ci voleva a tutti e tre.

 

Dopo ho capito che lo faceva solo per farmi ritirare la denuncia.

 

Io speravo tanto trovasse lavoro. Non volevo separarmi, ma i miei mi obbligarono perché una persona così non merita. Che è il papà dei bambini a loro non interessa. A giugno 2016 firmiamo la separazione ("tanto si può ritirare" pensai) e contemporaneamente trovo lavoro. Io, lui no. Consulente commerciale. Quindi via il velo e avanti coi tailleur e le gonne!

 

Così lui è impazzito di gelosia. Non solo non mi teneva i bambini costringendo mia mamma a guardarli, non mi passava il mantenimento stabilito dal giudice e passava il tempo a telefonarmi per insultarmi. L'ho bloccato. Chiamate, messaggi: tutto bloccato.

 

Ero in questura tutti i giorni a piangere perché lui minacciava di farmi casino al lavoro e il mio datore mi ha dato due lavori: uno a provvigioni e uno col fisso. Per aiutarmi. Non volevo perdere il lavoro.

 

Il mio ex intanto mi infamava, mi insultava, continuava con le minacce. Ho provato a scaricar la app che registra le chiamate in entrata per poterlo denunciare. Credevo di averlo fatto invece non si è mai installata, così non avevo prove e la polizia mi ha detto che l'unica cosa era chiamarli se lui mi aggrediva.

 

Alla fine mi ha fatto casino a lavoro, il mio direttore non voleva saperne di tipi rissosi e violenti e di ragazze madri incasinate così mi ha lasciata a casa.

 

A oggi il mio ex marito mi insulta e mi offende. Ha imparato a non minacciarmi anche se insiste a chiedermi di portare la grande in vacanza al suo paese. Per lui esiste solo lei.

 

NON FIDATEVI MAI.

In Tunisia c'è la patria potestà. Se io mamma voglio lasciare il Paese coi bambini, italiani o tunisini è uguale, ma serve il permesso scritto del padre altrimenti pensano che li sto rapendo. Lui il nulla osta (si può avere da qui, non serve arrivare lì), non me lo firmerà mai. Questi significa che non ha intenzione di lasciarmi ripartire con mia figlia. Quindi mia figlia se vuole andare in Tunisia ci andrà a 18 anni o anche mai Per il piccolo non c'è problema, lui non lo considera...

 

Ora hanno diagnosticato a questa creatura un ritardo motorio e tratti autistici, ma posso fare a meno di pensare sia colpa della gravidanza e di quello che è successo.

 

una mamma

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

 

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