Miopatia mitocondriale

Miopatia mitocondriale: incinta (E FELICISSIMA) nonostante la malattia

Di mammenellarete
mammaneonato

06 Agosto 2015
Ho diverse patologie, tutte gestibilissime, tra cui una rarissima "miopatia mitocondriale", ancora poco conosciuta. Nonostante ciò, sono rimasta incinta. La gravidanza è andata avanti bene e il mio bimbo è nato con un cesareo programmato. Mio figlio sin da subito è stato un bambino molto sveglio e molto avanti nella crescita a detta del pediatra. Quello che mi preme, raccontandola la mia storia, è far capire ad alcune mamme che non conta quanti ostacoli la vita ti metta davanti. Nessuna mamma è meglio di un'altra. 

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Buongiorno, voglio raccontarvi la mia storia, pur restando anonima. Sono una mamma che ha appena passato i trent'anni. Ho avuto il mio bimbo esattamente nove mesi fa.

 

Ho diverse patologie, tutte gestibilissime, tra cui una rarissima "miopatia mitocondriale", ancora poco conosciuta. Infatti, non si conosce ad oggi l'evolversi della malattia, ma una cosa è certa: "Io sto molto bene e sono in forma, inoltre da quando l'ho scoperta, cioè 18 anni fa, non è peggiorata, anzi migliorata".

 

Preciso per tutte le "supermamme" che commenteranno che questa non è una patologia genetica, ma secondaria, ovvero dovuta ad un'altra patologia che ho, ma che non posso trasmettere a mio figlio. Ad ogni modo, io e mio marito abbiamo pianificato la gravidanza e io sono rimasta subito incinta.

 

Vi spiego meglio com'è andata. Avevo comprato un pacco con tre test di gravidanza. Ricordo che ero così impaziente da averne provati due dopo 15 giorni dal periodo fertile, ma questi risultavano sempre negativi. Una volta mi svegliai di notte alle 4 perché avevo sognato il test positivo. E così fu. Ero incinta.

 

La gravidanza andò avanti regolare e il bimbo nacque con un cesareo programmato. Mio figlio sin da subito è stato un bambino molto sveglio e molto avanti nella crescita a detta del pediatra. Ho tutta la famiglia lontano, ma il mio compagno mi aiuta molto la notte e il fine settimana. Io sinceramente preferisco così.

 

Non mi piace molto esternare la mia vita privata, tant'è che non ho fatto sapere delle mie patologie alla mia famiglia, ad eccezione di mio marito. Quello che mi preme, raccontandola qui, è far capire ad alcune mamme che non conta quanti ostacoli la vita ti metta davanti. Nessuna mamma è meglio di un'altra.

 

Io non sono una madre coraggio, né una madre incosciente, sono una madre e basta. Quindi quando leggo dei post di mamme che stanno male, che soffrono per qualche motivo, provo quell'empatia che dovrebbero provare tutte le mamme. Non è una gara a chi ha più ostacoli, né a chi è più brava.

 

Anzi mi ritengo fortunata per non sapere cosa si prova durante, per esempio, la depressione post-partum e sono vicina a tutte le mamme che soffrono. Vorrei già rispondere ai commenti di "supermamme" che, puntualmente immagino scriveranno che sono incosciente, solo con una domanda: "Avete la piena certezza di vivere più a lungo e meglio di me?"

 

Nessuno ce l'ha, così come nessuno può impedire ad altri di fare figli. Un saluto a tutte le mamme che soffrono e perché no, anche alle criticone, con un piccolo consiglio per le ultime: "Quando vi viene voglia di dare giudizi su Facebook, prendete invece i bimbi e andate a mangiare insieme un gelato, in alternativa - se è inverno - una cioccolata calda".

 

Un saluto da una normalissima mamma

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra e-mail - la mamma ha chiesto di rimanere anonima)

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