Amore

Mamma, moglie e bis... all'improvviso! Stavamo insieme da due mesi

Di mammenellarete
mammaelisa
Mamma Elisa

27 Aprile 2016 | Aggiornato il 24 Luglio 2017
Ci conoscemmo quando io facevo l'Università. Mi innamorai subito di lui. Ci fidanzammo e dopo poco io ero già incinta. Decidemmo di stare insieme e lui mi fu sempre vicino. Il 23 agosto 2014 venne alla luce il nostro guerriero, Achille, 3420 kg di puro amore, bello come il sole, nato però in una giornata di pioggia battente e fu lì che ebbi una strana sensazione, c'era qualcosa che non andava. 4 giorni dopo ricoverarono il mio ometto per ittero. Ma per fortuna il piccolo si riprese presto. Adesso sono in attesa di un altro figlio e siamo felicissimi.

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Era il 13 settembre 2013 quando io, studentessa fuori sede a Roma, tornando a casa da una lezione, trovai ad aspettarmi due operai che dovevano fare dei lavori nella mia stanza.

 

Erano due ragazzi giovani e, quando incrociai lo sguardo di uno dei due, ne fui folgorata. Dopo aver finito il lavoro mi comunicarono che sarebbero dovuti tornare il mattino seguente a cambiare il mio termosifone, così io aspettai con impazienza le poche ore che mi sparavano dal rivedere il mio "meraviglioso operaio".

 

Alle 8, puntuale, suonò alla porta Daniele, bello più del giorno prima, con quella spaccatura sui denti che mi fece subito innamorare. Con una scusa prima di andare in Accademia ci scambiammo il numero, io DOVEVO rivederlo!

 

Così la sera mi portò al Gianicolo e si propose poi di accompagnarmi al lavoro e di venirmi a riprendere. E così fu. Iniziò così la nostra storia, lui era fidanzato, ma per la prima volta a me non interessava e sembrava non interessare nemmeno a lui. Lo volevo e sarebbe stato mio, fu un colpo di fulmine e non me lo sarei lasciato scappare per nulla al mondo.

 

Così la nostra storia andò avanti per più di un mese e, quando a Natale tornai a Milano dai miei, scoprii di essere incinta. Ero disperata, confusa, e a causa dello shock, mi ammalai, tonsille e febbre a 40, ma oramai il biglietto era preso, dovevo tornare a Roma, dovevo dirglielo.

 

La sua prima reazione fu: "Non sono pronto", ma non scappò, rimase lì, abbracciato a me e, dopo vari giorni in cui io cercai di varare ogni ipotesi, in cui cercai di capire cosa avrei fatto della mia, anzi della nostra vita, decisi che sarei diventata madre, con o senza di lui.

 

Lo stesso giorno si presentò da me, con una borsa per la notte... dicendomi che da quel giorno in poi si sarebbe preso cura lui di noi. Aveva scelto noi, la sua nuova vita. Così passarono 4 mesi e andammo vivere insieme con i pochi soldini che avevamo messo da parte.

 

Il 23 agosto 2014 venne alla luce il nostro guerriero, Achille, 3,420 kg di puro Amore, bello come il sole, nato però in una giornata di pioggia battente e fu lì che ebbi una strana sensazione, c'era qualcosa che non andava, mi sembrava che non riuscisse a mangiare, piangeva in modo a dir poco disperato e dissi alle infermiere di dargli del latte artificiale perché il mio non era abbastanza. Mi dissero di avere pazienza, di dargli ogni tanto una tisana per integrare liquidi.

 

Ma non bastò, 4 giorni dopo ricoverarono il mio ometto per ittero, 36 ore sotto lampada, saremmo andati a prenderlo la sera dopo. Mi chiamò la sera a mezzanotte la pediatra di turno, dicendomi che lo avrebbero trasferito d'urgenza in TIN per dei tremori che facevano pensare che ci fossero delle complicanze a livello neurologico.

 

Io e il suo papà eravamo distrutti dal dolore, io urlavo, piangevo e volevo rimanere con lui, accanto a quella incubatrice, ma mi mandarono a casa. Tornai dopo 4 ore e iniziò il calvario: tutti i giorni per 15 ore in quel reparto, mi tiravo il latte 4 volte al giorno e lui era là, il più grande fra tutti quei piccoli Amori, arrivato a pesare solo 2,900 kg.

 

Giunse la conferma della gravità della dilatazione ai bacinetti renali, debolezza di stomaco per forte reflusso e fatica, tanta fatica a mangiare. Ma giorno dopo giorno si riprese e noi eravamo fiduciosi perché sapevamo che il nostro bimbo era un combattente.

 

Così fu, uscì dall'ospedale dopo un tempo che sembrò infinito e iniziò la nostra vita in 3.

 

Io e mio marito ci siamo sposati, il nostro Achille ora ha quasi 20 mesi ed è grande, bello e forte e, anche se ha i controlli ogni tre mesi, noi abbiamo visto quotidianamente i suoi progressi, parla, è un gran mangione ed è un bimbo pieno di vita.

 

Tra 5 mesi arriverà una sorellina e so che lui l'amerà moltissimo e la proteggerà sempre, dopotutto è figlio di un uomo meraviglioso.

 

di mamma Elisa

 

(messaggio arrivato all'indirizzo email redazione@nostrofiglio.it)

 

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