Storie di mamme

Il mio ex è un violento: ora dice di essere cambiato. Devo credergli?

Di mammenellarete
mamma

09 Settembre 2015 | Aggiornato il 04 Giugno 2016
Ho vissuto una storia d'amore e di sofferenza durata due anni. Io e lui abbiamo avuto un figlio insieme. Purtroppo, dopo solo quattro mesi dalla nascita del piccolo, ho deciso di rompere con il mio compagno: ogni scusa era buona per litigare, mi riempiva di offese e di insulti pesanti. Non si alzava per andare al lavoro e ha un sacco di debiti. Mi mise anche le mani addosso. Ora lui mi dice di essere cambiato, ma io non so bene come comportarmi. Mi sento in colpa, perché abitiamo a 400 km di distanza e non può vedere suo figlio... ma ho tanta paura. Sarà davvero cambiato?

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Sono una ragazza di 24 anni. Scrivo per raccontarvi la mia storia d'amore e di sofferenza. Ho avuto storia con un ragazzo molto importante, durata due anni, da cui è nato mio figlio. Purtroppo, dopo solo quattro mesi dalla nascita di mio figlio, ho deciso di rompere con lui.

 

Quando conobbi il mio ex compagno, mi accorsi che era speciale. Il primo anno andò benissimo tra noi: lui era gentile e premuroso, anche se talvolta troppo geloso e possessivo. In seguito rimasi incinta e lui cambiò, diventando aggressivo.

 

Ogni scusa era buona per litigare, mi riempiva di offese e di insulti pesanti. Era convinto che lo tradissi, dubitava addirittura che il bimbo che aspettavo fosse il suo. Arrivava addirittura agli spintoni, nonostante fossi incinta. Trascorsi una gravidanza infernale.

 

Non si svegliava per andare al lavoro: lo dovevo svegliare io e si arrabbiava se non lo chiamavo "in modo dolce". Non pagava neanche l'affitto. Allora decisi di lasciarlo. Con la nascita del bimbo volli dargli un'altra occasione. Lui mi diceva che era cambiato e che ci teneva a noi.

 

Dopo la nascita del piccolo però, la situazione peggiorò. Lui andava al lavoro un giorno sì e due no, spendeva lo stipendio a fine mese al bar per lui, invece di comprare latte, pannolini per il bimbo. Iniziò anche a mettermi le mani addosso. Non potevo uscire da casa mezz'ora: appena tornavo mi faceva delle super scenate.

 

Mi accusava di avere l'amante. Agli alimenti per il bimbo ci pensavano sua madre e mia madre, dato che neanche io al momento lavoravo. In seguito dovetti tornare a casa dai miei.

 

Attualmente abitiamo a 400 km di distanza. Lui adesso mi implora, dicendomi che è cambiato, di tornare. Mi dice che era malato e mi chiede di dargli un'altra possibilità, sostenendo che vuole andare in cura da uno psicologo. Cosa devo fare?

 

Sua madre mi ha raccontato che è sempre stato così, non ha mai pagato l'affitto, né le bollette anche nelle case dove precedentemente ha vissuto. Andava a lavoro sempre in ritardo e ha accumulato molti debiti. Io mi sento terribilmente in colpa del fatto che non può vedere il figlio visto che siamo così lontani, ma non lavorando non posso fare altrimenti. Se avete dei consigli, contattatemi pure.

 

di mamma Alessia

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla pagina Facebook editata dalla redazione)

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