Ho bisogno di sentirmi dire che non sono una cattiva mamma

tristezzadonna
il 07 Febbraio 2017, di mammenellarete

Ho 30 anni e una meravigliosa bimba di quasi un anno e mezzo. Vivo al nord e sono sola, con il mio compagno e la sua mamma vedova con la quale non ho un gran rapporto.  Poco dopo il parto ero stanca di quella vita che mi ero cercata. Senza nessuno, senza un lavoro. Solo con Isabella. Il crollo totale arriva quando lei ha cinque mesi. Piangevo da tre settimane, ho decido di smettere di allattarla. Ora sto meglio, ma non provo quell'amore folle, quell'amore di cui tutti parlano...

Sono Francesca e ho 30 anni. Ho una meravigliosa bimba, Isabella, di quasi un anno e mezzo. Gravidanza volutissima, cercata per mesi, per la quale ho perso anche il lavoro.

 

9 mesi trascorsi benissimo, tranne per qualche settimana dopo la morfologica. Era stato individuato un problema alla bimba rivelatosi poi un errore in seguito ad una risonanza magnetica fetale. Finisce tutto lì, bambina sanissima.

 

Parto previsto per il 15 maggio, ma nulla di che.

 

Trascorrono 11 giorni e da lì inizia l'incubo. Parto indotto (ciò che temevo di più) e travaglio di 15 ore.

Lei era incastrata, hanno dovuto praticarmi episiotomia + ventosa + manovra di Kristeller.

 

Nasce finalmente Isabella, bella come il sole. Sono al settimo cielo, ma con mille ansie perché da lì la mia vita sarebbe cambiata e ne ero pienamente consapevole.

 

Io qui al nord sono sola, vivo con il mio compagno a 1000 km di distanza dalla mia famiglia, mi ritrovo ad avere solo una suocera vedova, inutile e antipatica con cui mi limito ad avere il minimo rapporto civile.

 

Iniziano i problemi, un po' per i tantissimi punti che avevo, i dolori, la stanchezza, la bambina non voleva attaccarsi al seno, i miei che dovevano tornare giù dopo qualche giorno. Ero già stanca di quella vita che mi ero cercata.

 

Vado avanti, cerco di non pensare, mi immergo nella mia nuova vita, insomma voglio mantenere una stabilità emotiva per me e mia figlia.

 

Il crollo totale arriva ai 5 mesi di Isabella, quando per stress non voglio più allattarla. Ho pianto per 3 settimane fino ad arrivare alla decisione di prendere le pastiglie per far andare via il latte.

 

Mi rifiutavo di nutrirla, ma nello stesso modo avevo dei tremendi sensi di colpa perché sapevo che il mio latte sarebbe stato meglio dell'artificiale (ovviamente sappiamo benissimo che i bambini crescono bene lo stesso!). Ma odiavo i suoi pianti!

 

Passo dei mesi normali, in una specie di limbo, sempre sola a casa, senza un lavoro, un compagno sì presente ma non troppo, senza famiglia vicino, senza amici, solo una mia ex collega con una bimba quanto la mia con cui esco spesso.

 

Ora sto abbastanza bene, ma non sento quell'amore folle di cui sento parlare tante mamme, quell'amore unico e incondizionato.

 

Ma perché? Ho bisogno di sentirmi dire che non sono una cattiva mamma, mi aiutate?

 

di mamma Francesca

 

(Storia arrivata come messaggio privato sulla pagina Facebook di nostrofiglio.it)

 

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07 Febbraio 2017
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