Storie del parto

Diario di un bimbo non ancora nato

Di mammenellarete
fotonanew

13 Gennaio 2016 | Aggiornato il 21 Luglio 2017
"Contro tutto e tutti io sono nato. I miei genitori erano giovanissimi, la mamma andava a scuola, papà all'università. Appena venuto al mondo, ho sentito il profumo della mia mamma e del mio papà, ho sentito quanto mi amavano e adesso, a distanza di un anno e mezzo penso... Alla faccia vostra, di tutti quelli che non mi volevano! Il mio papà e la mia mamma si amano sempre di più e, anche se con molti sacrifici e con molta difficoltà, la mamma quest’ anno si diploma e il papà sta finendo l’università, e io, modestamente, oltre ad essere molto intelligente e furbetto… sono sempre più figo!"

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Ciao a tutti, mi chiamo… non so ancora il mio nome, sono ancora piccolo piccolo, sono un piccolo grumolino di cellule, sono appena nato. Nessuno sa ancora della mia esistenza ma fra un po’ lo scopriranno.

 

Qui dentro si sta molto bene, sento sempre la solita voce distinta, dovrebbe essere quella della mia mamma, che bella la sua voce. E’ bella la mia mamma, gliel’ ha detto un tipo simpatico stamattina: dovrebbe essere il mio papà perché ha baciato la mia mamma. Passano i giorni, ma nessuno sa ancora niente; mi sono accorto che la mia mamma è preoccupata e anche il mio papà. Chissà perché! Ora ho capito.

 

Finalmente hanno scoperto che ci sono! Ma perché la mamma piange? Sento che parla con il papà, è lì vicino a lei, la abbraccia ma sembra tranquillo; sento che dice alla mamma scherzando che a lui piacciono i nomi Alessandro o Giorgia. Wow! Mi piacciono questi nomi! Ma perché la mamma piange ancora? Poi lo capisco: è troppo giovane e i miei nonni non la prenderebbero bene.

 

Lei ha solo 16 anni e fa la terza liceo, il mio papà ne ha 19 e studia ingegneria all’università. La mamma dice sempre che è molto intelligente. Il papà decide di fare una passeggiata con la mamma così si calma un po’. Adesso sono tranquilli, parlano, si abbracciano, il papà dice che le vuole tanto bene e anche se sono giovani starà sempre con lei e con il fagiolino (il fagiolino? Chissà chi è questo fagiolino!). Passano un po’ di giorni e la mamma mi dice che mi starà sempre vicino, ma a scuola alcuni suoi amici sono venuti a saperlo e le dicono di lasciar perdere, che è troppo giovane, dicono che si può.

 

 

Si può fare cosa? Cosa stanno dicendo alla mamma? Perché sembra che mi odino tutti? Eppure sono così piccolino! Per fortuna ci sono la mia mamma e il mio papà! Quando la mamma torna a casa è arrabbiata con i suoi amici, lo racconta al papà e lui si arrabbia molto, abbraccia la pancia della mamma e per la prima volta mi parla, si rivolge proprio a me! Mi dice che mi vuole bene e che mi proteggerà sempre; dice alla mamma che non la lascerà mai, che è un brutto periodo, ma quando lo avranno detto ai nonni resteranno solo loro due e un piccolo scricciolo.

 

La mamma sorride e piange nello stesso tempo, adesso è davvero felice. Anch’io sono felice e voglio già così bene a tutti e due! Però i giorni passano ed è venuto il momento di dirlo ai nonni così una mattina la mamma e il papà affrontano il problema. Piangono anche i nonni e chiedono alla mamma e al papà cos’ hanno deciso di fare. Io non capisco proprio, cosa c’ è da decidere?

 

Comunque i miei genitori dicono a entrambi i nonni che per il momento continueranno tutti e due a studiare e poi si vedrà. Un giorno però, la mamma incontra una persona strana, aveva una brutta voce, non mi piaceva per niente. Aveva un nome strano si chiamava pisi… qualcosa, mi sembra pisico… psicologo, ecco! La mamma gli racconta tutto quello che era successo e lui le dice che deve scegliere bene, che tenere un bambino a quest’ età è difficile, che può succedere che rimanga sola, le dice che ci sono molte altre alternative.

 

Io ascolto, ma non capisco, ancora con questa storia della scelta, perché nessuno mi spiega? Quando diventerò grande chiederò alla mia mamma di cosa parlava questo signore. La mamma poi lo racconta al papà e di nuovo il mio papà si arrabbia! Dice alla mamma di non farsi influenzare, che c’è lui lì vicino e non se ne andrà come pensano tutti. Poi dice una brutta parola perché è arrabbiato! Dice che la gente deve farsi gli affari suoi, che hanno deciso di tenermi già all’inizio e che è stanco di sentire parlare di aborto, dice che lui suo figlio non lo ammazza neanche se è grande 1 cm cubo.

 

Oddio, cos’ha detto il mio papà? Uccidere? Chi? Vogliono uccidere me?? Mamma, papà vi prego non fatelo, io vi voglio bene! Perché tutti non mi vogliono? Cos’ho fatto di male? Il pomeriggio il papà fa vedere un video alla mamma e le spiega bene cos'è l’aborto, dice che i medici la fanno facile ma la realtà è un’altra, si parla di cose bruttissime.

 

Il papà guarda la mamma e le chiede se è quello che vorrebbe, le chiede se le piacerebbe sapere che con una soluzione salina mi potrebbero bruciare oppure che con una pinza mi staccherebbero a brandelli. La mamma piange e dice al papà che non ha mai pensato a una cosa così orribile , che ci ama tutti e due e che vuole tenermi però ha tanta paura.

 

Ma il mio papà è sempre lì, la consola, la abbraccia e la calma come solo lui sa fare. Che bravo è il mio papà! Così il tempo passa e i miei genitori sono sempre più felici, si amano, e mi amano, ogni giorno di più. La gente li guarda male, ma loro vanno avanti insieme, a testa alta e pensano sempre a me, al piccolo bimbo che sta crescendo. Dopo un paio di mesi la mamma e il papà sono felicissimi perché dicono che mi vedranno. Wow mi vedono! Ma come fanno?

 

Quel giorno andiamo all’ospedale e qui tutti mi vogliono già bene, mi chiedono anche come sto e la mamma e il papà mi vedono in uno schermo, sono commossi, il papà stringe forte la mano della mamma, la mamma trattiene il respiro, sentono il mio cuoricino battere e sento dire al medico che sono in gran forma. Lo sapevo io che sono fortissimo! Passano altri mesi, la mamma comincia a sentirmi, il mio papà è geloso perché ancora non mi sente, io sto crescendo, a scuola il papà e la mamma vanno bene.

 

La mamma e il papà mi parlano sempre, la mamma mi fa ascoltare tanta musica, quella calma. Mi piace tanto quella che il papà ha dedicato alla mamma: ‘A Te’ di Jovanotti… è bellissima, mi rilassa. Mi piace anche la canzone dei cartoni animati: 'La Bella Tartaruga' mi dà gioia e la mamma capisce quali canzoni mi piacciono, perché quando ne mette una brutta le do un calcetto e lei ride e cambia canzone.

 

Quando una mi piace mi rilasso e lei sorride, mi accarezza e mi dice: ‘Questa ti piace, vero cucciolo? Quando nascerai ti canterò sempre queste’. Passano altri mesi e finalmente mi vedono di nuovo. Questa volta scoprono che sono un maschietto, il medico ride e dice al mio papà che sono un maschietto ben attrezzato, non so cosa significa, ma scoppiano tutti a ridere e così, rido anch’io! Adesso la mamma e il papà sono sul divano, sono molto contenti, entrambi lo sapevano già che ero un maschietto e adesso si fanno la guerra per il nome: vince il papà!

 

Mi chiamerò Alessandro! Che bel nome! Grazie papà, mi piace questo nome! Abbiamo vinto noi! Vedrai papà quandi dispetti faremo io e te alla mamma! Mi piace che siate giovani, così giocherete di più con me; il mio papà mi piace un sacco! Lui è un tipo a cui piace giocare: lui di sport arrampica, è fortissimo! Ma fa anche tantissime altre cose, fa tante passeggiate con la mamma, e gli piace inventarsi tante cose elettroniche!

 

Mi dice sempre che quando sarò grande mi insegnerà tante cose! E la mamma prende paura perché si immagina quanti guai combineremo io e il mio papà. E il tempo passa, il papà adesso mi sente e gioca con me, lui insegue il mio piedino e io scappo così mi prende, poi la sera a letto gioco con la mamma, lei è dolce, mi canta le canzoni, mi vogliono davvero bene! Il papà è il mio eroe!

 

Adesso non fa più freddo, la mamma ha sempre caldo, la scuola è finita e il pancione si vede tanto però la mamma è sempre magra, è cresciuta solo la pancia e le dicono tutti che è molto bella. E io, sono bello? I nonni decidono di andare in vacanza al lago di Garda e il papà ovviamente viene con noi.

 

Che bello andare in vacanza con la mamma e il papà. Passano le vacanze e torniamo a casa, la mamma mi ricama tante cose, bavaglini, lenzuolini e legge tanti libri. L’estate passa e finalmente arriva settembre! La mamma mi ha detto che a settembre mi vedrà davvero, vi immaginate che bello? Vedrò la mia mamma e il mio papà! Chissà come funziona! Verranno qui a trovarmi?

 

Ormai è stretto qui dentro, non so se ci stiamo in tre… boh! L’ultima visita dal medico va molto bene, dicono che sono sano e ho il naso del papà, per fortuna! Mi dicono che sono molto in forma e sarò bello… Lo sapevo io che sono un figo! Quel giorno però la mamma non sta bene i medici le dicono di restare all’ospedale. In quel momento però il papà si accorge che il giorno dopo dovrebbe dare un esame importante all’università e la mamma e il papà sono tristi perché il papà dice che non mi vedrà nascere.

 

Uffi non vedrò il mio papà. Quel pomeriggio la mamma sta male e i medici le dicono che sto per nascere. Cosa significa? Non vengono qui loro ma vado lì fuori io? No! Non voglio! Sto bene io qui! Io decido di non nascere, sto ancora qui dentro! Ma la mamma non è per niente contenta. Il papà sta con lei tutto il pomeriggio e la notte, più passano le ore più sta male, ma io non voglio uscire, io sto bene qui! E adesso mi faccio anche un riposino.

 

Quando mi sveglio sono le 5 di notte e il papà lascia la mamma e prende il treno per l’università così la mamma sta prima con la nonna e poi a mezzogiorno sta con il nonno. Ma io non mi decido proprio! Lo volete capire che io sto bene qui? Poi però capisco che più sto qui, più la mamma sta male, devo nascere per forza però voglio che ci sia il mio papà così aspetto finché non arriva lui!

 

Alle 16 del pomeriggio il mio papà è arrivato. E' stanchissimo, non ha dormito e ha fatto un esame grosso (è riuscito a prendere un voto altissimo! Che genio il mio papà!).

 

Dopo ore di treno è corso in ospedale, si è messo il camice, è corso ad abbracciare la mamma e dopo meno di 5 minuti sono arrivato anch’io! Era il 21 settembre 2011, le 16.34 di un pomeriggio meraviglioso come la mia mamma e il mio papà.

 

Che dura nascere però! La luce era fortissima, non riuscivo a parlare, piangevo e basta poi però l’ho vista, ho visto lei, la mia mamma! Dopo 24 ore di travaglio era sfinita però mi ha preso sul petto e ci siamo guardati.

 

E pensare che non volevo nascere! Sarei stato lì in eterno, non piangevo più, la guardavo e lei mi guardava come se fossi stato l’ottava meraviglia al mondo (modestamente era vero!) I medici erano estasiati dalla mia bellezza avevo gli occhioni blu e i capelli scuri. Ero bello come il mio papà!

 

 

Dopo aver guardato la mamma, il mio papà mi ha preso in braccio, non capiva niente, non riusciva a parlare, era così commosso che avevo paura cadesse per terra. Invece mi teneva stretto, ha dato un bacio alla mamma e in quel momento il mondo sembrava si fosse fermato.

 

Ero nato, ero vivo, sorridevo alla mamma, sorridevo al papà, sorridevo ai medici che continuavano a guardarmi, sorridevo ai miei 4 nonni e ai miei 6 bisnonni, sorridevo al mondo, sorridevo a chi mi voleva bene e sorridevo anche a chi avrebbe preferito che non ci fossi, sorridevo perché i miei genitori, i miei eroi avevano vinto, sorridevo perché io avevo vinto, sorridevo perché la Vita aveva vinto!

 

Contro tutto e tutti, io sono nato. Appena venuto al mondo, sentivo il profumo della mia mamma e del mio papà, sentivo quanto mi amavano e adesso, a distanza di un anno e mezzo penso: alla faccia vostra!

 

Il mio papà e la mia mamma si amano sempre di più e, anche se con molti sacrifici e con molta difficoltà, la mamma quest’ anno si diploma e il papà sta finendo l’università, e io, modestamente, oltre ad essere molto intelligente e furbetto… sono sempre più figo!

 

di mamma Anna Volpiana

(storia arrivata all'indirizzo email redazione@nostrofiglio.it)

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