Vaccini

Vaccini e autismo: quanti dubbi con mio figlio Manuel, mamme!

Di mammenellarete
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10 Ottobre 2016
Manuel ha due anni e un disturbo dello spettro autistico. La sua è una storia di conquiste e passi indietro che si inseguono come su un'altalena tra una vaccinazione e l'altra e che lascia la sua mamma con tante domande.

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Spero che la mia storia sia d'aiuto a chi ci sta passando o ci passerà!

 

Io e mio marito abbiamo tanto cercato una gravidanza che purtroppo non arrivava, ci abbiamo messo 5 anni, cure su cure, stimolazioni ormonali, ma niente! Quel bambino non voleva arrivare. Così, scoraggiati, abbiamo smesso di pensarci ed è arrivato dopo una bellissima vacanza nell'ottobre del 2013!

 

Da subito abbiano avuto tante difficoltà tra cui, minacce d'aborto, contrazioni premature, diabete gestazionale, ma il mio leoncino ha lottato con me e il 24 giugno del 2014, con un peso di 3.645 kg x 50 cm è venuto al mondo Manuel. Un bimbo perfetto, sano, sempre sorridente e gioioso con tutti.

 

Arriviamo al primo vaccino, Manuel non reagisce bene e per un mese non vuole più latte, perde peso, sempre nervoso. Il pediatra mi dice di parlare con il responsabile dell'ausl e se è il caso, sospendere il secondo vaccino fino dopo l'anno, e cosi facciamo...nel frattempo i mesi passano Manuel si riprende, ricomincia a prendere peso tutto è tornato alla normalità.

 

Arriva il giorno del secondo vaccino. Premetto che Manuel sapeva già più di 10 parole, si divertiva a fare le foto con noi, sorrideva, giocava, era un bambino spettacolare con tanta voglia di scoprire il mondo e il suo sorriso ti contagiava per quanto amore potesse dare!

 

Manuel aveva 14 mesi e da quel giorno la nostra vita cambia per sempre, Manuel nel giro di poche settimane regredisce, non mangia, nervoso, febbre, e così per un altro mese.

 

Nel frattempo lo vedo cambiare, comincia a smettere di parlare, non vuole più farsi foto con noi, non mi abbraccia più, non mi sorride, gira gli occhi all'insù, a 18 mesi sembrava un bambino di 9 mesi. Così il pediatra ci indirizza verso un neuropsichiatra infantile.

 

A 20 mesi iniziamo un processo di visite, valutazioni.

 

Per il neuropsichiatra la diagnosi è chiara, ma non può dirci molto e ci dice che avrebbe esaminato tutte le fasi dei vari incontri e ci avrebbe fatto sapere.

 

Amarzo 2016 io scopro di essere incinta e da lì Manuel cambia un'altra volta! Comincia piano piano a far progressi, piccoli progressi ma sempre a rilento, e come in una sorta di altalena sale e scende, fa progressi e torna indietro, fa progressi e torna indietro, sempre così, finché si stabilizza...

 

A giugno compie due anni (nel frattempo Manuel non ha più fatto vaccini) e comincia di nuovo a guardarci, a fare delle foto anche se non sempre, gioca sorride, mi abbraccia mi bacia la pancia, e così io penso che forse l'abbiamo recuperato... è inevitabile pensare che la causa sia stata il vaccino, invece a fine agosto veniamo convocati dal neuropsichiatra. La diagnosi è: "Sindrome da alterazione globale dello sviluppo psicologico non specificata".

 

Quando chiediamo cosa volesse dire esattamente ci spiega che Manuel si è come bloccato ad un anno, ha due anni e per alcune cose dimostra 7 mes, per altre 1 anno e  per lo sviluppo motorio 2 anni. In altre parole è un bimbo molto indietro per la sua età, poi sotto, nel referto leggiamo "con tratti compatibili con lo spettro autistico". La mia più grande paura si era avverata!

 

Da lì subito a settembre ci vuole incontrare la psicologa che mi parla di disabilità, di maestri di sostegno per le scuole... e ora sono qui a chiedermi se tutto questo poteva essere evitato. Io non sono un medico, ma sono una mamma, sono stata definita una mamma molto attenta, e se questo è vero allora so per certo che Manuel prima di quel giorno non aveva mai avuto nessun cenno di autismo e se è vero che l'autismo si riscontra dai 18 mesi in avanti come mai mio figlio ha iniziato ad avere "sintomi" a 14 mesi?? Mi è stato detto che essendo ad uno stadio iniziale Manuel avrà grandi probabilità di riuscita con le dovute sedute dalla logopedista e psicomotricità.

 

Nonostante questo io sono ancora convinta che i vaccini siano indispensabili e alla mia seconda bambina che arriverà a novembre li farò, ma mi chiedo: poteva essere evitato tutto ciò? Magari con un esame sul sistema immunitario che evidenziasse un problema a livello di assorbimento di tale vaccino? Non so, dicono che il vaccino non è la causa, ma l'elemento scatenante se il bambino è già nato con la sindrome "addormentata". Allora mi chiedo: si poteva evitare? O era destino?

 

Spero la mia storia possa essere d'aiuto a tutte le mamme e neomamme... premettendo che i vaccini sono utilissimi ma forse sarebbe meglio fare dei controlli pre vaccino un po' più spesso e renderli gratuiti farebbe sicuramente la differenza! ​

 

Una mamma

 

La risposta dell'esperto: l'articolo, vaccini e autismo: le risposte ai dubbi di una mamma

I vaccini non causano l'autismo: decine e decine di studi scientifici sono ormai giunti definitivamente a questa conclusione. Ma una mamma ci chiede: e se i vaccini non causassero la malattia, ma in bambini già predisposti contribuissero a farla emergere? Esistono test in grado di individuare i bambini più a rischio? Facciamo chiarezza.

 

Sui vaccini i dati parlano chiaro: non causano l'autismo

Per quanto tutte le cause precise dell'autismo non siano ancora note, finora non abbiamo mai chiamato in causa i vaccini, e per una ragione ben precisa: sono stati condotti tantissimi studi su un eventuale rapporto tra vaccini e autismo, raccogliendo una montagna di dati su una popolazione grandissima di bambini e non è mai emerso alcun rapporto  di causa-effetto tra i due fenomeni.

 

Non c'è uno straccio di prova seria che le vaccinazioni possano causare autismo e ci sono tonnellate di prove molto solide che non c'entrino proprio niente.

La mamma di Manuel, però, pone un dubbio più sottile: posto che i vaccini non provocano l'autismo, non potrebbero dare una spinta a un disturbo "dormiente", al quale magari un bambino è già predisposto, contribuendo a farlo saltar fuori? E se questo è vero, evitare il vaccino non proteggerebbe il bambino dall'autismo stesso? "In linea teorica è un'ipotesi che non possiamo escludere del tutto, ma per varie ragioni è un'ipotesi molto, molto debole" afferma Persico, professore ordinario di neuropsichiatria infantile all'Università di Messina.

 

Primo: se così fosse, basterebbe cambiare lo schema delle vaccinazioni, magari facendole più tardi o separandole con intervalli temporali più lunghi, per ridurre la frequenza del disturbo. "Invece,  gli studi condotti in questo senso ci dicono che ciò non accade" chiarisce l'epidemiologo Pierluigi Lopalco, già coordinatore delle strategie vaccinali per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, oggi professore di igiene all'Università di Pisa. "In pratica, la percentuale di bambini che sviluppa disturbi dello spettro autistico in gruppi diversi di bimbi - non vaccinati, vaccinati secondo i calendari tradizionali e vaccinati secondo un calendario modificato - rimane sempre la stessa".

 

Secondo, non c'è al momento alcuna prova scientifica che possa sostenere l'ipotesi del vaccino come agente capace di dare una spinta in più al disturbo. E se in linea teorica l'ipotesi regge, ci sono altri aspetti teorici che comunque la fanno vacillare. "Se a far emergere una malattia latente bastasse la 'spintarella' di un vaccino - che, ricordiamolo, contiene solo uno o pochi antigeni, cioè sostanze di origine batterica o virale in grado di stimolare la risposta immunitaria - a maggior ragione questo effetto lo provocherebbero le infezioni vere e proprie" dichiara Persico. "E allora, se non si fosse fatto il vaccino, il disturbo sarebbe esploso dopo una bronchite, un'influenza o chissà che altro".

 

E aggiunge Marzia Duse, presidentessa della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica: "Non dimentichiamo che dalla nascita in poi ogni bambino è immerso in un mondo di antigeni, cioè di stimoli immunitari. Ne incontra a migliaia ogni giorno,  ogni volta che tocca qualcosa e si porta le mani alla bocca, ogni volta che prende una minima infezione, ogni volta che entra in un asilo nido o in una scuola materna".

L'articolo vaccini e autismo, le risposte ai dubbi di una mamma, continua qui

 

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