Storia

Anthony, mio nipote affetto d'autismo è un bimbo davvero speciale

Di mammenellarete
autismo

12 Agosto 2016 | Aggiornato il 10 Aprile 2017
A 24 mesi Anthony non sapeva battere le manine o fare ciao, non capiva quando gli si chiedeva di prendere un oggetto e portarlo: tutte cose semplici invece per lui impossibili a farsi.

Per contro però sapeva tutto l'alfabeto in italiano o in inglese sapeva contare fino a 100 e poi ritorno in italiano e in inglese. Avevo sentito parlare di piccoli geni che erano affetti da autismo e su internet cercai informazioni al riguardo; tutte le espressioni che il mio tesoro usava per comunicare con il nostro mondo coincidevano con la descrizione di uno spettro autistico.

Che dire... un brutto colpo per tutti ma non ne avevamo la certezza...

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Sono la nonna di due meravigliosi bambini Anthony, 4 anni ed Emily, 15 mesi, entrambi a loro modo intelligentissimi.

 

Anthony all'età di 12 mesi incomincia a dare i primi segni della sua diversità.

 

Quando pronunciavamo il suo nome per chiamarlo o attirare la sua attenzione non rispondeva al richiamo, il suo sguardo era sempre perso nel vuoto, non ci guardava mai in volto nemmeno quando lo prendevamo sulle ginocchia per coccolarlo un po', non aveva mai fatto la lallazione e l'unica parola che diceva era mamma ma non con cognizione di causa infatti poteva essere papà o nonno oppure io stessa che per lui era tutto mamma e nemmeno detto corretto perché sillabava ma ma ma.

 

Nei ricordi che serbavo di mia figlia ricordavo che alla sua età qualcosa di più diceva ma poi pensavo che non tutti i bambini hanno gli stessi tempi per cui ho lasciato un po' correre e tra l'altro non volevo turbare mia figlia con le mie perplessità...

 

Con il passare del tempo però le cose invece che migliorare peggioravano.

 

A 24 mesi non sapeva battere le manine o fare ciao, non capiva quando gli si chiedeva di prendere un oggetto e portarlo: tutte cose semplici invece per lui impossibili a farsi.

 

Per contro però sapeva tutto l'alfabeto in italiano o in inglese, sapeva contare fino a 100 e poi ritorno in italiano e in inglese; se ascoltava una canzone al massimo due volte la imparava a memoria faceva già le addizioni sapeva usare tablet o computerini didattici senza che noi gli insegnassimo l'uso... cose che un bambino a due anni non credo sappia fare... la cosa mi pareva strana.

 

Avevo sentito parlare di piccoli geni che erano affetti da autismo e su internet cercai informazioni al riguardo; tutte le espressioni che il mio tesoro usava per comunicare con il nostro mondo coincidevano con la descrizione di uno spettro autistico.

 

Che dire... un brutto colpo per tutti ma non ne avevamo la certezza, speravamo sempre di sbagliarci di aspettarci troppo da lui... forse non volevamo ammettere che un problema c'era. Speri sempre che certe situazioni non capitino proprio a te perchè non sai affrontarle e ti gettano nello sconforto.

 

Però nel frattempo era giunta l'ora dell'iscrizione all'asilo e lo abbiamo portato a conoscere le maestre e i suoi compagni di viaggio. Giusto il tempo dell'accoglienza in classe che ha messo sottosopra l'asilo mandando tutti in tilt. Ci dissero che è un bambino che ha bisogno di una maestra di sostegno in quanto non si sa relazionare con gli altri, non ascolta e non ubbidisce. Così abbacchiati perché anche nell'asilo lo vedevano  ci siamo rivolti su consiglio della pediatra ad un centro di riabilitazione dove ci hanno confermato che il nostro campione ha uno spettro autistico con lieve ritardo. Qui ha conosciuto la sua logopedista, la sua neuropsichiatra ed ha cominciato a fare le sue prime sedute terapeutiche.

 

Ebbene, nel giro di un mese Anthony ha cominciato a parlare a dire i nomi di tutte le cose che gli indicavamo, a chiamare me nonna e non mamma come faceva prima perché era una delle poche parole che sapeva dire. A 36 mesi aveva un vocabolario di circa venti parole.

 

Oggi Anthony fa le frasi anche se molto semplici, parla sempre in terza persona, sta imparando a giocare con la sorellina più piccola che comunque è una sprone per lui in quanto lo imita in tutto e per tutto nei suoi modi stravaganti di fare e finalmente lo vediamo anche ridere e non solo piangere per ogni cosa che turba il suo equilibrio.

 

Ci sono molte paure che deve ancora superare che a noi sembrano insignificanti ma che per lui sono dei buchi neri enormi, quali tagliare i capelli, le unghie, fare i bisogni corporali nel wc, pettinarsi, mangiare cibi solidi e non solo omogeneizzati... cose che ai bimbi normali riescono facili e invece a lui fanno terrore, diventa un problema anche andare a fare la spesa, dobbiamo sempre essere in due nell'eventualità che si metta a piangere solo perché qualcosa turba il suo piccolo mondo, quello dove lui si rifugia quando si sente in pericolo.

 

Per questo è un bimbo speciale, per questo lo adoriamo, per questo temiamo per il suo futuro perché non tutti sono in grado di capire che è un essere indifeso davanti alla società che lo circonda fatta per lo più di persone che si fermano alle apparenze e credono che sia un bambino capriccioso e viziato, ignorando che sotto sotto c'è un fiore meraviglioso che tenta di aprire la sua corolla ai raggi del sole. Se solo sapessero tutti cogliere ogni suo petalo giorno dopo giorno si renderebbero conto di che meraviglia è sbocciata nel giardino del mondo.

 

Ecco questa è la storia del mio piccolo Anthony, un bambino sicuramente speciale, ma speciale per me.

 

Grazie per avermi dato modo di parlare di questo piccolo grande tesoro.

 

Nonna Ely

 

Storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook

 

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