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Il blog delle mamme per le mamme

Parto prematuro

Parto prematuro a 33 settimane: “per fortuna la mia bimba ora sta bene”

ZD8-2117350 - © - Luis Davilla

Sono Chiara e scrivo perché voglio condividere la mia storia d’amore e la storia dei miei due parti con voi. Mi innamorai di mio marito all’età di 16 anni. Lui è indiano, precisamente del Punjab. Io sono italiana. Restammo insieme per due anni, che furono importanti per la nostra storia, durante i quali ci conoscemmo bene. Poi andammo a convivere.

Dopo quattro anni cercammo di avere un bambino e ci riuscimmo. Quando mi accorsi mi essere incinta, andai dal mio dottore, che prescrisse alcune ricette per le ecografie. Le ecografie risultarono positive: la bambina cresceva nella norma.

Io ero al sesto mese quando decidemmo di sposarci. Quello del mio matrimonio fu un giorno bellissimo per tutti. Purtroppo però, un mese dopo restammo senza lavoro entrambi. Iniziò un periodo nero per me e per mio marito. Inoltre, alla fine della trentatreesima settimana iniziai ad avere contrazioni ben precise e indolori. Chiesi a mio marito di andare a fare un controllo al pronto soccorso per avere la certezza che non fosse niente di preoccupante.

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I post più letti

Il bimbo cresce

La costruzione dell’identità nel bambino: come aiutare il bimbo a vivere le emozioni

Z41-460599 - © - Picture Partners

Come si forma l’identità del bambino? Come gestire dei “no” ripetuti del piccolo? O il bimbo quando urla, piange? Le emozioni sono estremamente preziose e determinano il sentimento di identità nel bambino, aiutano ad esprimere ciò che vuole e ciò che non vuole, quello che sente e quello che vive. Un figlio, da quando viene al mondo, dovrebbe sentirsi amato per quello che è, e non per ciò che i genitori pensano che debba essere o diventare.

 

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Pancione

Com’è facile una gravidanza in Inghilterra

Gravidanza

Ciao, vivo da 4 anni e mezzo in U.K. Ho potuto sperimentare come la gravidanza in Inghilterra sia vissuta in un modo completamente diverso rispetto all’Italia. In questa nazione le future mamme, i dottori e le ostetriche sono molto meno apprensivi. Vi racconto qualcosa in più sulla mia esperienza.

Scoperta la mia gravidanza, andai dal dottore, il quale mi mandò dalle ostetriche. Loro mi fecero un esame del sangue e dalla prima ecografia risultò che ero intorno alle 12 settimane.

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Storie del parto

Il mio parto negli USA: un’esperienza con la sanità pubblica americana che rifarei!

NSA-006050145 - © - Martin Bobrovsky

Sono di Macerata e mi sono trasferita da tre anni con mio marito ad Atlanta. Sono rimasta incinta negli Stati Uniti e, dato che ero senza assicurazione medica, ho usufruito di un programma statale. La sanità, come saprete, in America è privata, quindi è carissima. Però ci sono anche molte possibilità di aiuti e sussidi per donne incinta e con bimbi piccoli. Ero preoccupata all’inizio, soprattutto all’idea di partorire lì. Ma sapete che cosa vi dico? E’ stata un’esperienza positiva. Che rifarei subito.

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Mi chiamo Federica e ho una figlia, Mia, nata in America. Sono italiana, originaria di Macerata, nelle Marche, ma mi sono trasferita da tre anni ad Atlanta.

Credo che il mio parto, avvenuto negli Stati Uniti, sia stato un’esperienza molto positiva. Prima di partorire ho pensato di tornare in Italia. Chissà come sarà la sanità oltre oceano? E l’assicurazione? Sarà costoso? Quanti pensieri e dubbi mi passavano per la testa. Ma ora che ci sono passata, sapete che cosa vi dico? Sono soddisfatta e lo rifarei.

Tutto è iniziato quando ho conosciuto mio marito, di origini russe ma americano d’adozione. Ci innamorammo… ci sposammo tre anni fa e mi trasferii subito in America, ad Atlanta.

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I Racconti delle Mamme

Ero Cenerentola: l’amore dei miei figli mi ha trasformato in regina

cenerentola

Con la mia storia voglio incoraggiarvi ad affrontare qualsiasi problema insorga sul vostro percorso. Io ho avuto una famiglia ostica e terribile e ho la sclerosi multipla. Ma ciò non mi ha impedito di dare alla luce tre meravigliosi figli, che mi danno tutto l’amore di cui ho bisogno. Voglio guardarmi indietro e sapere che ho vissuto.

Ciao a tutte, sono Gisella. Mi conoscete già. Vi ho scritto tempo fa raccontandovi la mia storia di mamma con la sclerosi multipla, che ha avuto il coraggio di realizzare un meraviglioso sogno di maternità.

Questa volta invece vi racconto la complessa storia della mia famiglia. Sono la più piccola di cinque figli, ma uno è mio “fratello di sangue”. Invece, gli altri tre sono figli soltanto di mio padre, rimasto vedovo.

Purtroppo, mio papà era un alcolista e mia madre era molto nevrotica. Non avevano mai una parola gentile per me, ma solo offese e maltrattamenti. Fin da bambina dovevo “fare i mestieri” prima di andare a scuola. Allo stesso modo dovevo comportarmi durante le varie vacanze. Ero sempre in casa. Uscivo solo per andare a scuola, alla messa e a fare la spesa. Inoltre pulivo, cucinavo, stiravo. Non avevo ne’ amiche ne’ amici, ero troppo diversa dalle altre persone della mia età. Mi sentivo avanti “anni luce” rispetto a loro.

Dormivano tutti fino a tardi. Si alzavano ed uscivano, poi tornavano e trovavano il pranzo pronto preparato da me. Io ero sempre in casa. Mi piaceva leggere e studiare. Speravo in un futuro migliore. Non mi passò per la mente mai di farmi del male con alcool, droga o sigarette.

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Fertilità

Infertilità per mutazioni genetiche: non mi sono MAI arresa e sono diventata MAMMA

S57-471744 - © - Radek Detinsky

All’inizio non riuscivo a rimanere incinta. Dopo aver cambiato tre dottori, saputo di avere l’utero a T e di avere mutazioni genetiche, finalmente abbiamo coronato il nostro sogno. Oggi abbiamo due splendidi bimbi.

 

Tutto iniziò nel 2009. Dopo il matrimonio io e marito iniziammo a cercare la cicogna. Il nostro desiderio più grande era di allargare la nostra famiglia.

Proprio il giorno in cui attendevo il ciclo ebbi alcune perdite scure. Dato che non avevamo usato precauzioni poiché volevamo un bimbo, chiamai il mio ex-ginecologo che disse di fare la “beta”.

Il risultato della “beta” riportava un numero: ricordo che si aggirava attorno al 100. Richiamai il dottore, che mi fece fare alcune punture di “prontogest”. Andai in seguito da lui per la prima ecografia.

“Signora complimenti” – mi disse – “lei è incinta di cinque settimane. Ritorni dopo aver fatto queste analisi che le consiglio e sentiremo il battito del piccolo“. Dopo qualche giorno io mi sottoposi ad altre ecografie.

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Mamma giovane

Felice di essere mamma a 18 anni!

La famiglia di Kimberly

Kimberly insieme al marito e a Nicholas

Ho partorito a 18 anni un angelo di nome Nicholas. Mio marito è rimasto sempre accanto a me, così come tutti i miei cari parenti. E’ stato un momento meraviglioso. E pensare che quando abbiamo detto in famiglia che saremmo diventati genitori la presero tutti malissimo. 
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Vivo in Liguria e ho 20 anni. Conobbi mio marito quando ero davvero giovanissima. Avevo appena 12 e lo incontrai a scuola. Ci innamorammo, ci fidanzammo e restammo insieme tre anni. Poi, sapete com’è, la vita a volte separa. Crescendo, prendemmo strade diverse. Ma a 17 anni ci incontrammo di nuovo. Ci guardammo negli occhi e sembrava che nulla fosse cambiato. Ci sembrò naturale tornare insieme.

Parlavamo spesso di mettere su famiglia. Era il nostro sogno. Il coronamento del nostro amore. Provammo ad avere un bimbo, ma non riuscimmo subito. Dopo sette mesi, esattamente il 7 agosto, iniziai a “star male”. Allora effettuai il test, sospettando una gravidanza. Mentre lo facevo, lui era con me. Che angoscia, che emozioni, che speranze. Sette mesi di ricerca e tutto si basava su quel test tra le mie mani.

Dopo pochi minuti, lo guardai per bene. Non ci potevo credere, che delusione! Mi sembrava negativo. Maa lui si accorse che c’era una seconda linea chiarissima. Era così sottile che era addirittura difficile vederla. Un filo impercettibile. Un sogno che si stava realizzando. Ero incinta di tre settimane! Ma il difficile doveva ancora arrivare: dare la notizia ai nostri genitori. Io avevo appena compiuto 18 anni e lui ne aveva solo 17.

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Storie di mamme

Ho avuto un infarto a 26 anni: il mio cuore ce l’ha fatta e ora sono mamma di due principesse

L28-727456 - © - Mirko Iannace

Avevo 25 anni quando rimasi incinta della mia prima bimba. Ero impreparata, perché mi sentivo ancora giovane, anche se convivevo già da qualche anno con colui che poi è diventato mio marito. Partorii senza problemi, ma dopo qualche settimana ebbi un infarto. I dottori mi dissero che il mio cuore aveva un “foro” e che occorreva richiuderlo. Ecco la mia storia.
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Incinta, ero INCINTA! Nei primi giorni alternai momenti di felicità a momenti di malinconia. Poi realizzai finalmente che sarebbe stata l’esperienza più bella della mia vita! Mi sentivo ancora giovane, avevo 25 anni, ma stavo convivendo con il mio ragazzo  ormai da qualche anno.

Vissi una gravidanza stupenda, non ebbi mai problemi. Continuai a lavorare. Al quarto mese, per una forte infiammazione al nervo sciatico, il mio ginecologo decise di mettermi in maternità anticipata.

Arrivò il nono mese e la mia piccola non voleva sapere di venire al mondo, finché a 41 più una settimana, esattamente il 28 maggio 2011, si ruppero le membrane, quindi andai di corsa al pronto soccorso. Mi ricoverarono e dopo qualche ora mi effettuarono la stimolazione con la fettuccia.

Partirono subito le contrazioni, ma erano troppo brevi e dopo ben otto ore ero ad appena un centimetro di dilatazione. Il ginecologo decise di farmi il taglio cesareo, così nacque la mia stupenda bimba di 3,290kg! Sanissima e bellissima. Eravamo tutti al settimo cielo!

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I Racconti delle Mamme

La mia seconda gravidanza, un dono inviato da mia suocera

F57-1320069 - © - Stuart Pearce

Il mio 2014 è iniziato sin dal principio con grandi soddisfazioni. Avevo uno splendido bambino di sei mesi e in famiglia stavano tutti bene. Eravamo davvero felici, sotto tutti i punti di vista, e… ciliegina sulla torta, avevo ricevuto addirittura una proposta di lavoro che mi permetteva di conciliare bene famiglia e realizzazione personale. Finché non mi accorsi di essere nuovamente incinta. Proprio nello stesso momento, mio suocero iniziò a stare male…
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Anno 2014. Nella mia vita tutto andava come sempre avevo sempre sperato e ringraziavo ogni giorno il Signore per quello che aveva deciso di donarmi. Avevo un bimbo di sei mesi dolcissimo. Salute per tutti, felicità. Per me una nuova proposta di lavoro che mi avrebbe aiutato a conciliare meglio l’essere mamma. Non avrei potuto chiedere di più. …continua

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