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Il blog delle mamme per le mamme

Storie del parto

“Non esistono parole per descrivere la gioia di quel momento”: la storia del mio parto naturale

Neonato

Mi chiamo Anna e ho 22 anni, ma quando ho scoperto di essere incinta ne avevo 21. La mia gravidanza è stata assolutamente desiderata. Ho scoperto di essere incinta dopo il matrimonio e dopo un trasferimento in un altra città, a me sconosciuta.

Vi racconto meglio com’è andata. In base alla prima ecografia, mi dicono che è possibile prevedere il termine, che sarà il 30 luglio 2013. Tutto procede bene e arrivo all’ultima settimana di gravidanza. Una sera percepisco lievissimi “indurimenti” di pancia, che durano circa 5 minuti, ma niente altro. Sto benissimo e sono pronta ad andare anche oltre il termine.

Mattina del 29 luglio: faccio il mio primo tracciato in ospedale, sono emozionantissima e impaziente di vedere come sarà. Inizio ad agitarmi, poiché scopro che il mio ginecologo si è dimenticato di prenotarmi la visita. Dopo varie telefonate il dottore risolve il problema e, dato che sono incinta e vicina al termine, i medici decidono di effettuare lo stesso il tracciato.

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Il bimbo cresce

Poesia per mia figlia: “l’albero della vita”

Mamma e figlia

La vita non è sempre uguale. Si attraversano ininterrottamente le diverse stagioni, dall’entusiasmante estate e la colorata primavera al freddo e cupo inverno. A questi cicli non verranno sottratti i nostri figli. Noi mamme daremo loro le risorse per affrontare le salite, trasmettendo la certezza che in cima avranno sicuramente il meritato premio.

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I post più letti

Mamma giovane

Incinta a 19 anni: “ero spaventata, ma felicissima”

Neonato

Salve mi chiamo Lara e ho 19 anni, sono mamma di una bellissima bimba di 2 mesi.

A febbraio del 2013, a Carnevale, conosco quello che sarà il mio futuro compagno, tramite un amico. In quel momento non parliamo molto, lui dopo un paio di giorni mi contatta tramite Facebook. Mi chiede le indicazioni per andare in una discoteca, iniziamo a parlare e un giorno decidiamo di vederci anche di persona.

Iniziamo a frequentarci: io gli presento solo mia madre, perché mio padre non vive con noi. Lui ad agosto mi porta a conoscere sua madre in Portogallo. In quel periodo prendo la pillola, ma alla fine di agosto, ho un ritardo. Dopo 9 giorni di ritardo vado dal mio ginecologo e, lui, quasi scherzando, mi dice: “facciamo un’ecografia per vedere se sei incinta, e, se lo sei, sarai la mia gestante più giovane”. Nell’ecografia viene riscontrata la sacca amniotica: anche se vuota, c’è.

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Cesareo

Storia del mio parto cesareo: “ho vissuto emozioni incredibili”

Neonato

Ciao voglio raccontarvi la mia storia.

Conosco il mio ragazzo all’età di 14 anni.

Dopo tanti anni insieme iniziamo a sentire il bisogno di costruirci una famiglia e andiamo a convivere. Nell’estate 2013, a 22 anni, resto incinta.

Appena vedo il test positivo, sono travolta da tante emozioni e più i giorni passano, più non vedo l’ora di abbracciare l’amore più grande della mia vita.

Finisco il tempo il 19 Marzo, sono convinta che vedrò prima mio figlio, ma sbaglio. Mi ricoverano il 3 aprile, e sono di 41+1, mi fanno subito monitoraggi per 2 giorni di seguito, durante i quali non ho contrazioni, come per i monitoraggi precedenti. Allora decidono di indurre il parto con una fettuccia per far ammorbidire il collo, ma senza ottenere risultati.

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Parto con epidurale

Il mio parto con epidurale: “le contrazioni non mi davano tregua”

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Il termine è fissato per il 3 febbraio. Dalla visita fatta una settimana prima, il collo dell’utero risulta morbido e non dà segni di travaglio imminente. Ormai sono convinta che sforerò il termine.

Il 31 gennaio sera mi sento strana, debolissima. Misuro la pressione: è altissima! Io e il mio compagno andiamo al pronto soccorso, dove decidono, a causa dell’avvicinarsi del termine, di farmi subito un’induzione. Ormai è mezzanotte ed è sabato 1 febbraio. Mi visitano e confermano che non c’è dilatazione, né accorciamento del collo dell’utero. La mia piccola sta bene lì evidentemente. I dottori inseriscono il propess da tenere 24 ore, fino alla mezzanotte tra sabato e domenica quindi, per poi – dicono – passare al gel. “Ci vediamo domenica mattina”, afferma il dottore, e via a fare il tracciato.

Dopo neanche 10 minuti inizio ad avere un dolore continuo e sempre più forte alla pancia, che non accenna a fermarsi. “Non possono essere contrazioni”, penso. Date le mie continue lamentele, mi riportano nella sala delle visite. Abbasso lo slip e… si rompono le acque!

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Neonato 6 mesi

L’importanza della lallazione nello sviluppo del linguaggio

lallazione

Tutti i genitori conoscono bene la fase della LALLAZIONE (o babbling), cioè quel momento in cui il bambino comincia a “parlocchiare” mettendo insieme tante sillabe a raffica, una dietro l’altra: “MAMAMAMA” o “PAPAPAPA”.

Moltissime volte abbiamo proprio l’impressione che vogliano dirci qualcosa, che quasi dicano mamma e papà.

In effetti la …continua

Aborto

“C’è battito”: per me le parole più belle del mondo

Aborto
Ciao, mi chiamo Fabiana e vi racconto la mia gravidanza.

Ricordo ancora il giorno in cui ho fatto il test di gravidanza, ricordo la paura prima di guardare quel test e di vedere quelle due linee che ti cambiano per sempre la vita.

Parliamo da sempre di avere un figlio, ma facciamo anche sempre attenzione, perché desideriamo prima sposarci.
Poi una mattina, non so perché, mio marito decide di fare di testa sua, ed io capisco subito che arriverà il nostro angelo. Lui va a vedere il risultato del test, io resto nascosta dietro le sue spalle. Nella testa mi girano mille pensieri.

Il risultato del test è naturalmente positivo. Siamo felicissimi ed allo stesso tempo frastornati. Ci sposiamo tra 10 giorni e ci rende felici il pensiero di essere in tre.

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3 - 6 anni

Imparare a leggere e scrivere: consigli utili per l’apprendimento

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Giunto ad una certa età, tipicamente corrispondente all’ultimo anno della scuola materna, il bambino raggiunge la capacità di ragionare in modo astratto sulla struttura delle parole indipendentemente dal loro significato: estrapola dalla parola, per esempio CASA gli elementi che la compongono, come le sillabe (CA-SA) o i singolo fonemi (C-A-S-A).
Tali abilità si chiamano competenze metafonologiche.

Quando, oltre a sviluppare queste capacità, il bambino è anche in grado di operare sulle parole stesse, ecco allora che può cominciare a dire che la parola “porta” contiene il suono R, come “carta”, “rana” e “rosso”.

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Pancione

Il mio bimbo da podalico a cefalico con manovra esterna

Neonato

Il mio secondo bambino. Desiderato. Scopriamo che è un maschietto, per la gioia di papà e anche di mamma, visto che la prima è una femmina.

I mesi passano veloci. Naturalmente così come alla fine di una notte arriva un nuovo giorno, vedo la mia pancia diventare sempre più grande e tonda. Il mio bambino si muove assai, è grosso, molto grosso. Mi sforzo per immaginare il suo volto, mi chiedo come saranno i suoi lineamenti, l’odore della sua pelle, lo sguardo… Mi interrogo sul nome che gli darò. Intanto arriva il settimo mese. Ennesima visita alla ginecologa. Tutto bene, benissimo. Però, c’è un però. Non si è girato. È podalico, si dice. “Podalico?”. “Sì, podalico. È seduto, aspettiamo ancora un po’, magari si gira”.

Prossima visita: no, il bambino non si è girato.

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I Racconti delle Mamme

Preferisco restare da sola, piuttosto che stare con lui: “ho mio figlio e ho tutto”

Piedini

Buongiorno a tutti, vi racconto la mia storia.

Sono a Milano alla fine di novembre dell’anno 2010, è la festa dell’indipendenza albanese. C’è tanta bella gente ed io conosco un uomo.

Ci vediamo, ci frequentiamo e lui, fin da subito, mi dice che è sposato e io gli dico che non sarò mai la seconda per nessuno. Lui mi dice che ha seri problemi con la moglie e che prima o poi la lascerà.

Inizialmente non gli credo, ma poi, vedendo che, appena ha anche mezz’ora di tempo, corre da me per vedermi solo 5 minuti, facendo un’ora di strada, inizio a credergli.

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