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Il blog delle mamme per le mamme

Pancione

Ho scoperto di essere incinta solo al sesto mese di gravidanza

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Sono una giovane mamma di 24 anni. Dopo aver letto tante storie narrate dalle altre mamme, ho deciso di raccontare ciò che è accaduto a me. Ho scoperto di essere incinta soltanto al sesto mese di gravidanza.

Sono fidanzata da due anni e mezzo e sono molto innamorata del mio ragazzo. Fortunatamente lui mi è sempre rimasto accanto. Ma iniziamo a raccontare la mia storia dal principio. Vi sembrerà strano, eppure sono una tra le poche donne che hanno scoperto di essere incinta solo al SESTO mese di gravidanza.

Tutto iniziò quando nel mese di febbraio 2014 andai al pronto soccorso a causa di un malore alla pancia. Avevo un ritardo ed ero molto spaventata. Fui visitata da una ginecologa di turno.

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Incinta a 16 anni

Incinta a 16 anni, mia figlia è solo l’inizio di una vita piena di gioia

 

La famiglia di Martina

La famiglia di Martina

Sono rimasta incinta a 16 anni del mio attuale fidanzato. Molti ci dicevano che un figlio alla nostra età avrebbe fatto finire tutto. Per noi, nostra figlia è stato solo l’inizio. L’inizio di una vita felice, l’inizio di un futuro insieme, l’inizio di tutto. 

Mi chiamo Martina e ho 17 anni. Il mio fidanzato, Giuseppe, ne ha 20. Fino a poco tempo fa eravamo due ragazzi normalissimi, pensavamo molto a divertirci, godendoci il nostro amore giorno dopo giorno, senza pensieri.

Una mattina mia mamma mi svegliò dicendomi che aveva sognato che ero incinta. La mia reazione immediata fu quella di ridere, mentre guardavo la sua espressione preoccupata. Però durante la giornata continuava a venirmi in mente sempre il suo sogno. Dato che avevo una strana sensazione, per essere certa e non avere ansia, decisi di andare a comprare un test. Il mio fidanzato era al lavoro e non sapeva nulla di quello che stava accadendo. Andai a casa di una mia amica ed effettuai il test.

Il risultato non si fece attendere… spuntarono immediatamente due lineette. Scoppiai immediatamente a piangere: non ci potevo credere. Non potevo credere che era davvero successo a me. Ne effettuai un’altro. Dopo un’altro ancora, ma il risultato era sempre quello.

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I post più letti

I Racconti delle Mamme

No alla violenza sulle donne. Ecco la mia dolorosa storia, ora sono felice

Heart shaped hands of pregnant woman and her husband
Oggi vi narro una storia dolorosa, diversa da quelle che si leggono su questo sito. Una storia di violenza, soprusi. Ero molto giovane e in quel momento non mi rendevo conto di quello che mi stava accadendo. Una spirale dalla quale è difficile uscire. Un dolore dal quale mi sono rialzata. Credo che nel mio racconto possano trovare conforto molte donne che come me non hanno avuto il coraggio di denunciare velocemente.

Avevo 15 anni quando mi fidanzai con il mio principe azzurro. Era un amore adolescenziale e pensavo che senza di lui il mio cuore si sarebbe spezzato facilmente. Lo amavo troppo: la nostra storia era simile a quella raccontata nel film “3 metri sopra il cielo”. Il primo bacio, la prima volta, le prime feste furono praticamente da “cinema”!

Dopo qualche mese le cose però iniziarono a non andare bene e purtroppo compii l’errore di iniziare a frequentare un altro ragazzo. Questo mio “tradimento”, da lui scoperto, fu la mia rovina! Mi lasciò e io per sei mesi riconquistai tutti i miei amici e la mia vecchia vita.

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Incinta a 18 anni

Incinta a 18 anni, mamma single e orgogliosa a 19

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Sono una giovane mamma e mi chiamo Antonella. Vi racconto oggi la mia storia, la storia di una ragazza giovanissima diventata mamma, che ha dovuto affrontare praticamente tutta la gravidanza e il periodo post parto da sola.

Era una giornata fredda di febbraio, il 5 precisamente. Ricordo ancora che era mercoledì: tornai a casa da scuola, stanca e pensierosa. All’epoca frequentavo la quinta superiore. Sentivo che c’era qualcosa in me “di strano”. Ero agitata…

Mia madre se ne accorse e mi chiese se fosse successo qualcosa a scuola. Io risposi di no, che andava tutto bene, ma subito lei mi fermò e mi chiese: “non ti arrivano le mestruazioni?” Io iniziai a piangere improvvisamente… E le risposi: “sì!” Chiamai mio padre chiedendogli di comprare un test di gravidanza.

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Il bimbo cresce

Se il bambino ancora non parla: ‘denominare’ e ‘descrivere’

Baby food biscuit

Il bimbo ancora non parla e voi siete giustamente preoccupate. Ecco alcune piccole strategie per incoraggiarlo a prendere confidenza con il linguaggio.

Denominare

Lo scopo di questa strategia è quello di esprimere con parole appropriate ciò che interessa il bambino. L’attività migliore per fare uso di questa strategia è la lettura di un libro con una storia rappresentata da sole immagini senza testo scritto.

Mentre, per esempio, il bambino ascolta una storia che il genitore gli sta raccontando con il libro davanti ad entrambi, ad un certo punto una figura colpisce il bambino e lui la indica facendo un’espressione di stupore. Il genitore allora dice: “ecco il mostro!”.
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Il bimbo cresce

Se il bambino ancora non parla: la strategia dell’imitazione

Baby portrait

Se vostro figlio ha tre anni e ancora non parla, come vi ho detto la volta precedente, è opportuno che prima di allarmarvi, proviate a facilitare la vostra comunicazione attraverso alcune strategie.

La strategia “dell’imitazione” ha lo scopo di dare una risposta “di ritorno” alla produzione del bambino nel momento in cui egli la esprime.

In pratica voi dovete ripetere tutto (o solo alcune parti) di ciò che dice il bambino. Ovviamente questa strategia in specifico è rivolta a quei bambini che parlano poco, ma non per niente.

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Il bimbo cresce

Piccole strategie per l’apprendimento del linguaggio

Father hushing toddler boy

La crescita dei bambini è qualcosa di soggettivo, ognuno ha i suoi tempi, non dimenticatelo. Può succedere però che ci siano delle differenze rispetto ai coetanei di vostro figlio che cominciano ad essere marcate e che vi portano a preoccuparvi.

È giusta anche la vostra preoccupazione che non deve però diventare ansia. Può accadere ad esempio che il vostro bambino, che ormai ha superato i tre anni di età, ancora non parli, oppure produca pochissime parole. Dopo aver fatto gli esami opportuni (visita dal neuropsichiatra infantile, esame audiometrico, elettroencefalogramma) e aver avuto tutti i relativi esiti negativi, rilassatevi, concentratevi e dedicatevi al vostro bimbo.

In attesa di interventi specifici (o magari non ce ne sarà bisogno) sappiate che moltissimo potete fare voi genitori quotidianamente per migliorare, o risolvere, questo ritardo del linguaggio. Ecco alcuni modi per stimolare il bambino.

Imitare ed espandere

Questa strategia può essere messa in pratica nelle situazioni strutturate in cui c’è un controllo puntuale da parte vostra di ciò che il bambino produce verbalmente, per esempio durante la lettura di libretti o durante un gioco organizzato insieme.

La stessa strategia può essere applicata in tutte le attività quotidiane. Lo scopo è quello di stimolare il bambino nell’acquisizione della frase semplice. Il genitore ripete ciò che ha detto il bambino e aggiunge gli elementi più importanti per trasformare la sua frase incompleta in una frase con significato, completa e grammaticalmente corretta. Se il bambino mentre sta guardando un libro dice “cane”. Il genitore risponde dicendo: “sì, il cane (pausa) il cane dorme”.
Un altro esempio: se il bambino sta giocando con una barca e la mostra al genitore e dice: “baca”. Il genitore può dire: “la barca è rossa”, oppure “una barca grande”.

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Allattamento

Fine allattamento: tutto è avvenuto con naturalezza

allattamento 2 anni

Ho allattato mio figlio per 22 lunghi mesi, finché mi sono decisa a smettere. Credevo che per lui fosse un evento traumatico e invece, inaspettatamente, ha accolto la fine dell’allattamento come un evento quasi naturale. Oggi non rimpiango neanche un istante e sono felice della mia esperienza, perché conservo nella memoria momenti indimenticabili.
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Scrivo la mia storia perché voglio condividere con voi la recentissima esperienza relativa all’allattamento di mio figlio. Proprio dalle 19 di ieri sera un turbine di emozioni molto contrastanti ha preso il sopravvento su di me.

Dopo 22 mesi di allattamento del mio piccolo ad oltranza, proprio ieri ho deciso che era arrivato il momento di dire basta. Ovviamente prima mi sono preparata al peggio, anche perché il mio piccolo Filippo ha sempre dormito con me e si è sempre addormentato attaccato al seno.

Ebbene, ieri siamo andati a letto, abbiamo acceso la tv come ogni sera, abbiamo guardato insieme Masha e Orso e poi lui mi ha sussurrato: “dormiamo”, pensando che, come sempre, una volta spenta la tv, si sarebbe attaccato al mio seno.

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Storie d'amore

Ho trovato l’amore in Inghilterra ed è stato un colpo di fulmine

Young couple embracing, close up

Mi sono trasferita in Inghilterra per cercare lavoro ed invece ho trovato l’amore. Adesso ho un bellissimo figlio e una vita felice con un uomo meraviglioso. Ecco la mia storia.
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Scrivo per raccontare la mia storia d’amore. Voi credete nell’amore a prima vista? Io, dopo la mia esperienza, sì.

Mi trasferii cinque anni fa in Inghilterra con quello che all’epoca era il mio fidanzato da quattro anni. Purtroppo la convivenza non è per tutti. Ecco, sicuramente non lo era per noi.

Nonostante la rottura io restai in U.K., trovando un lavoretto. Dopo 6 mesi riuscii a mettere da parte i soldi necessari per un corso di inglese, in seguito trascorsi un paio di mesi senza riuscire a trovare un lavoro. Finalmente mi assunsero in un ristorante dove quasi tutti i ragazzi, appena arrivati, dovevano fare la gavetta.

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Pancione

L’aborto spontaneo: cause e terapia

aborto e tristezza

Quasi una gravidanza su cinque finisce troppo presto, prima delle 24 settimane, con un aborto spontaneo: un evento improvviso e spesso doloroso per donne che magari hanno tanto desiderato  un figlio.

A volte, l’evento non rimane isolato, ma tende a ripetersi: si parla in questo caso di aborto ripetuto (se si verificano due interruzioni spontanee di gravidanza consecutive) o ricorrente (tre o più episodi) o, più in generale, di poliabortività. Ecco quali sono le cause principali di questi eventi, come è possibile prevenirli e cosa fare quando si verificano. …continua

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