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Il blog delle mamme per le mamme

Fecondazione assistita

Fecondazione assistita: il racconto di una donna che ce l’ha fatta “Anni di sofferenza ma rifarei tutto da capo”

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Questa è la storia di due persone che si incontrano, si innamorano e decidono di avere un bambino. Dopo sei mesi di rapporti non protetti, però non succede nulla. Iniziano i primi accertamenti, le prime visite. Risultato: nessun problema né per lui né per lei. Ma il bimbo non arriva. Iniziano i tentativi di fecondazione assistita. Ma non è facile, non è per niente un percorso facile. Dal punto di vista fisico e psicologico. Una donna racconta su mammenellarete la sua lunga storia per diventare mamma, con tutta l’intensità di chi è passato in mezzo a una bufera anche personale e di coppia. Ma che non tornerebbe mai indietro

“Scrivo per narrarvi la storia d’amore con mia figlia, iniziata tre anni faProprio tre lunghi anni fa il mio compagno ed io decidemmo di avere un figlio. Eravamo freschi di convivenza, ma già abbastanza adulti per essere genitori. Ci dicemmo che era meglio non aspettare oltre. Avere un figlio era da tempo un mio desiderio grandissimo.

Completamente ignoranti in materia, cominciammo ad avere rapporti non protetti, convinti che bastasse quello per avere una gravidanza, ma ben presto ci accorgemmo che non era affatto così. Anzi, più i mesi passavano, più io iniziavo a preoccuparmi.

Dopo circa sei mesi non era accaduto ancora nulla, perciò decisi di iniziare le ricerche su internet riguardo ai metodi naturali per aiutare il concepimento. Chiesi al mio compagno di venire con me dal medico e iniziarono inevitabilmente per entrambi i malumori, le lacrime, le litigate. Ero sempre nervosa.

Lui non capiva i motivi per quali mi preoccupavo così tanto e mi diceva spesso: “Vedrai che arriverà! Non aver fretta!”. Io invece, ogni mese, all’arrivo del ciclo, mi sentivo male, non riuscivo a trovare soluzioni di alcun genere. L’unica cosa che potevo fare era solo continuare a provare.

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Neonato 8 mesi

Microftalmia all’occhio: il mondo ci crollò il mondo addosso. Ora però Vittoria è felice e noi faremo tutto per lei

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Poche ore dopo la nascita di mia figlia Vittoria mi accorsi che aveva un occhietto che pareva un po’ chiuso. In realtà si trattava di una malformazione congenita all’occhio: si chiama microtfalmia. Il mondo sembro caderci addosso, ma poi l’energia dell’amore ci riportò al nostro compito di genitori: dare da subito alla piccola tutta la serenità possibile e nel frattempo seguire il protocollo medico per donarle un viso simmetrico e la possibilità di crescere bene come le sue coetanee

“Care mamme, io non sono una scrittrice, ma solo una mamma, che purtroppo si è trovata all’improvviso a combattere con un male prima a lei sconosciuto.

Voglio raccontare la mia storia, per condividerla con voi. Partorii il 24 febbraio 2014 dopo un lunghissimo travaglio indotto, terminato con un cesareo. Fu per me una fatica pazzesca. Venne alla luce Vittoria, una bambina bellissima di 4 kg e 315 grammi, sana come un pesce.

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I post più letti

1 - 3 anni

Il primo compleanno di mia figlia

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Il tempo con loro vola, sembrava ieri che era ancora nella tua pancia. E ora invece ha quasi un anno.

Ti ritrovi a guardare le sue foto e, affascinata, pensi a quanto sia meravigliosa la vita.

In soli dodici mesi ha scoperto tantissime “cose nuove”. A volte negli anni precedenti avevi immaginato come sarebbe stato essere mamma e ora puoi dirlo: è qualcosa di indescrivibile.

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Il bimbo cresce

Foto ricordo ai bimbi, la mia esperienza

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Quando nasce un bimbo, solitamente nelle case arrivano anche una nuova fotocamera digitale e la videocamera, acquistate dai genitori o regalate al fine di non perdere gli attimi del percorso del nuovo arrivato.

Anche le meno appassionate in questo campo si ritroveranno a scattare tantissime foto e a filmare le facce buffe dei loro figli.

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Neonato 5 mesi

La mia piccola guerriera mi ha regalato la felicità

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“Aspettiamo un bambino?!!!?” Una novità inaspettata ma al senso di confusione, si unisce subito la gioia e la tenerezza per il bebè in arrivo. Segue una gravidanza a corrente alternata, un po’ difficile e poi facile e poi ancora difficile. Un ritardo nella crescita del feto e poi il parto indotto. E finalmente arriva lei: la piccola guerriera di 2200 kg che con i suoi occhioni neri trafigge subito il cuore di mamma e papà. Una mamma racconta la sua storia emozionante …

Vorrei raccontare la mia bellissima storia d’amore e il mio parto, avvenuto con induzione cinque mesi fa, dopo una serie di complicazioni non facili.  Nell’aprile 2013 mi laureai in giurisprudenza e decisi, assieme al mio fidanzato, che avrei iniziato la pratica per diventare avvocato a Firenze, dove lui era cresciuto e lavorava (io sono una siciliana e anche lui lo è, di origine). Così a maggio del 2013 iniziammo la nostra convivenza.

Cominciai la pratica da avvocato in uno dei migliori studi legali della città. La sera ero sfinita, ma tornare a casa e trovare il mio ragazzo, che nel frattempo aveva preparato la cena, era una sensazione meravigliosa. Andavo a letto stanca, ma felice.

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Parto naturale

Il mio parto naturale: doloroso ma non troppo. E poi è nato Angelo

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Quando entrai nel nono mese iniziai a sentirmi agitata: contavo i giorni e non vedevo l’ora che nascesse per poterlo abbracciare. Ero molto preoccupata. Era la prima gravidanza e non sapevo cosa sarebbe successo. Io speravo solo che andasse tutto bene.

Il 19 gennaio uscimmo a cena con amici, mangiai una tagliata, me lo ricordo ancora perché ne avevo un fortissimo desiderio. Ero tranquilla, quasi non pensavo alla nascita imminente del piccolo. Tornammo a casa e guardammo un po’ di televisione. Mi sentivo tanto stanca e andai a letto.

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Il bimbo cresce, Neonato 1 mese

Che cosa regalare ai bimbi appena nati e per il primo compleanno

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I bimbi nel loro primo anno di vita ricevono molti regali: alla nascita, al battesimo e al primo compleanno.

Spesso li ricevono anche quando sono ancora nella pancia della loro cara mamma.

Negli ultimi anni infatti nel nostro Paese è arrivata una nuova usanza americana: il Baby Shower o meglio il party per la nascita.

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Storie del parto

La sera prima del parto, i racconti delle mamme

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La sera prima del parto per molte mamme è un ricordo unico e indimenticabile. Ricordate cosa accadde? Ecco i racconti delle mamme della community on line di nostrofiglio.it.

1. L’arrivo del mio secondogenito una sera d’estate. (di Lorena)

Avevo il termine il 28 agosto scorso. Talvolta mi addormentavo alle 3 perché con il caldo e con il pancione non riuscivo a prendere sonno. Il 23 agosto mi sentivo strana e stanca, così feci una doccia per rilassarmi. Alle 23 mi addormentai. Alle 10 mi alzai e vidi che c’era del liquido sul lenzuolo, avevo perso il tappo mucoso. Notai delle perdite rossastre e, euforica, chiamai mio marito dicendogli: “mi sa che è il momento buono!” Ma non avendo ancora nessuna contrazione, feci colazione. Non avevo nemmeno finito il latte, che iniziarono contrazioni dolorose ma sopportabili. Con calma presi la valigia e ci avviammo all’ospedale, salii in reparto e aspettai fuori dalla porta il mio turno. Dopo poco uscì una signora ed io mi precipitai dentro. Dissi tutto d’un fiato: “sto per partorire, ho contrazioni che durano circa 5 minuti!” La dottoressa mi guardò e mi disse: “aspetti, prima devo visitarla per capire a che punto è la dilatazione”. La dottoressa mi fece accomodare sul lettino e appena ebbi la contrazione mi visitò, dicendomi: “signora è dilatata di 7 cm! Chiamo subito l’ostetrica!”
Arrivò l’ostetrica e, mentre andavamo in sala parto, lei si presentò: “piacere, sono Chiara”. Mi aiutò a mettermi la vestaglietta, mi attaccò al monitoraggio ed io mi sedetti sulla poltroncina. Non riuscendo a partorire seduta, chiesi se potevo partorire in piedi. Lei mi disse che potevo mettermi nella posizione in cui ero più comoda. Io, ad ogni contrazione, versavo un po’ di acqua addosso per calmare il dolore, mentre facevo respiri profondi e spingevo. Alla seconda spinta uscì la testa e alla terza e definitiva spinta feci un grosso respiro e spinsi con tutte le forze che avevo. Uscì il corpicino: erano le 11:24. Era Tommaso, il mio secondogenito, un amore di kg 3560. Mentre mi mettevano i punti, lo appoggiarono sul mio petto. Ci guardammo ed iniziò la nostra meravigliosa vita in quattro.

2. Il mio parto nel giorno di Natale. (di Fabiana)

Era la viglia di Natale, un giorno splendido: ricordo che mi svegliai con un caldo sole e in quella camera, in cui ero rimasta nove mesi, pensai che mancavano solo quattro giorni per abbracciare finalmente la mia stella. Era stato programmato un cesareo forzato a causa delle mille problematiche e, con ansia, tutti aspettavamo il 28.
Sapevo però che, proprio la sera del 24 dicembre, qualcosa sarebbe accaduto: sono sensazioni che solo le mamme hanno e che difficilmente riescono a descrivere. Ma mi tranquillizzai pensando che era semplicemente l’emozione per l’avvicinarsi del grande giorno: potevo festeggiare il Natale sapendo che ‘sarebbe arrivata’!
Trascorsi una vigilia come tante altre, con la rimpatriata con il classico cenone e l’attesa della mezzanotte. Mia figlia, però, aveva deciso di partecipare alla festa e alle 2.20, mentre il mondo dormiva, la mia principessa ha bussato, lasciandoci tutti (famiglia, conoscenti e dottori) senza parole. Ricordo come se fosse ieri la corsa in clinica e la nascita di Rosanna proprio il giorno di Natale: la dimostrazione che i doni più belli sono quelli che arrivano all’improvviso.

3. I miei tre parti. (di Manuela)

Io ho avuto tre figli e, per ogni parto, ho una storia da raccontare. Il primo è arrivato al termine esatto previsto dai ginecologi; dopo una gravidanza serena, la sera prima del termine sono andata a dormire stanchissima, dopo aver fatto i lavori di casa. Alle tre mi si sono rotte le acque e mi sono resa conto che stava arrivando il momento del parto, cosa che fino ad allora non avevo mai pensato!
Ho trascorso tutta la giornata successiva a contare i minuti tra una contrazione e l’altra, ma non mi dilatavo, così la sera mi hanno fatto una manovra dolorosa e il travaglio è iniziato: all’una di notte è nato il mio primogenito ed è stato un parto molto doloroso. Il secondo figlio invece è arrivato con una settimana di ritardo, ho cominciato con delle piccole contrazioni alle dieci della mattina e dopo due spinte è nato, in meno di due ore! Il terzo ha tardato di nove giorni, era in programma l’ossitocina e per fortuna ha pensato bene di evitare ulteriori sofferenze. Mi si sono rotte le acque alle dieci di sera e dopo un travaglio accettabile è nato alle cinque di mattina, solo che aveva il cordone ombelicale annodato attorno al tronco e mi ha fatto molto male durante il parto. Tre avventure che mi hanno regalato tre magnifici gioielli!

4. Il mio parto marzolino. (di Maria)

Avevo avuto molte difficoltà durante la gravidanza, tanto da indurre il ginecologo dell’ospedale a programmare il parto cesareo per il 22 marzo 2013 alle 7 del mattino, già dalla 35esima settimana. Poi la data presunta del parto fu spostata al 1° aprile. Eppure io, la sera del 21 marzo, ero preoccupata per l’operazione, ma non molto, visto che ormai avevo da un po’ accettato la situazione e non vedevo l’ora di far nascere il piccolo.
Il giorno prima era arrivata anche mia mamma per aiutarmi dopo il parto. La sera cenai alle 19, poi rividi per l’ennesima volta se in valigia c’era tutto, feci una doccia e mi preparai per l’operazione. Andai a letto presto e così pure mio marito. All’una mi alzai perché sentii lo stimolo di far pipì, ma stranamente non riuscii a trattenerla molto. La pipì era di colore rosa. In realtà non era pipì! Avevo rotto le acque! Ma come? La data del parto era prevista per il 1° aprile.
Aspettammo un po’, poi alle 2 andammo all’ospedale.
L’ostetrica di turno mi portò in una stanza per esaminare il battito fetale: andava tutto bene. Alle 4 sentii le contrazioni. Chiamai l’infermiera. Mi controllarono il battito fetale, notando che il battito andava e veniva, finché l’ostetrica mi disse che in effetti c’era un insofferenza fetale. Arrivò il ginecologo di turno, ma io ero dilatata soltanto di un centimetro. Dissi che avevo un parto programmato per la mattina alle 7. Così alla fine chiamarono il mio ginecologo e partorii alle 8.40 del 22 marzo 2013 il piccolo Gabriele di 2 chili e 200 grammi.

5. Un parto emozionante. (di Luana)

La sera prima del parto avevo amici ospiti a casa. Ricordo benissimo che avevamo mangiato una pizza e poi dei pasticcini. Ai miei amici dissi che non vedevo l’ora che nascesse: sembrava quasi che sentissi che sarebbe nato con tre settimane d’anticipo! All’una andai a letto e giocai con l’ipad fino alle 4 del mattino, non riuscendo a prendere sonno. Sentivo che si muoveva e mi piaceva tanto questo! Poi mi addormentai e alle 8.30 mi alzai per andare in bagno. Appena tornai a letto, mi accorsi che mi si erano rotte le acque, così chiamai mio marito e con calma andammo in ospedale. Ero molto emozionata: avevo anche paura, ma sapevo che lo avrei visto a breve! Rimasi un giorno intero solo con le acque rotte e poi durante la notte arrivarono le prime contrazioni. Il giorno dopo nacque alle 14.36. La mia vita! Che emozione, ancora adesso quando penso a quel giorno piango.

GUARDA IL VIDEO:

Da nostrofiglio.it:

Il parto minuto per minuto
Le informazioni utili sul parto

Da mammenellarete.it:

L’esperienza del parto e i giorni in ospedale
Corso preparto: la mia esperienza

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